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Hong Kong retata di oppositori: arrestati i leader del movimento

Sono circa 900 le persone messe in arresto da quando, a giugno, è iniziata la protesta contro le autorità di Pechino
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Torna a salire in maniera vertiginosa la tensione ad Hong Kong. Ieri sono stati arrestati, poi rilasciati su cauzione, due tra i più noti organizzatori delle proteste per una maggiore autonomia dalla Cina. Si tratta di Joshua Wong e Agnes Chow dell’organizzazione politica Demosisto. Ma la scure della repressione in sole 24 ore si è abbattuta su numerosi e giovanissimi altri esponenti, come nel caso di Andy Chan, fermato all’aeroporto mentre cercava di volare in Giappone, e Cheng Chung- tai parlamentare del partito locale Civic Passion. Nelle mani delle autorità giudiziarie è finita anche Althea Suen, ex presidente dell’Unione studentesca di Hong Kong, a lei viene contestato di aver organizzato l’irruzione all’interno del Parlamento dello scorso 1 luglio. Stessa sorte per Rick Hui, consigliere del distretto di Sha Ting, incriminato per ostruzione a pubblico ufficiale Dal mese di giugno, momento in cui sono iniziate le manifestazioni, la polizia ha fermato a vario titolo almeno 900 persone. Ora c’è il timore che si registri una nuova impennata delle violenze dopo che le marce di protesta previste per oggi sono state vietate ed è stata diramata una comunicazione di non partecipare alle iniziative in programma.

Le circostanze dell’arresto di Wong sono state raccontate dallo stesso partito Demosisto. l’uomo di 23 anni sarebbe stato fermato in strada e “spinto dentro un auto privata”. Le accuse formalizzate nei suoi confronti sono le stesse attribuite ad Agnes Chow: aver organizzato illegalmente la manifestazione del 21 giugno durante la quale il quartier generale della polizia fu bloccato per 15 ore.

Attraverso i social media invece è stato lo stesso Andy Chan a rendere noto di essere stato portato nei locali di una stazione di polizia dove gli è stata notificata l’accusa di rivolta e aggressione nei confronti di un agente.

Demosisto ha subito bollato le vicende come “operazioni politiche” e ha ravvisato il pericolo che Hong Kong precipiti verso “una situazione difficilmente risolvibile”.

Federica Mogherini, Alto rappresentante Ue per gli Affari Esteri, non ha nascosto la sua preoccupazione per gli accadimenti durante una riunione dei ministri degli esteri dell’UE a Helsinki. Alla stampa ha dichiarato di aspettarsi che «le autorità di Hong Kong rispettino la libertà di riunione, espressione e associazione, nonché il diritto delle persone a manifestare pacificamente».

 

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