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Amazzonia, gli avvocati denunciano Bolsonaro: «Crimini ambientali»

L’iniziativa del team internazionale presentata all’Aja. «Consentire la distruzione della foresta pluviale viola I diritti delle popolazioni indigene ma anche quelli di tutti noi», spiega la francese Valerie Cabanes»
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Non solo lo scontro con Macron e la polemica sugli aiuti del G7: il dramma degli incendi, che hanno bruciato una grande fetta della foresta amazzonica, ora potrebbe riservare anche guai giudiziari per il presidente brasiliano Jair Bolsonaro.

Un gruppo di avvocati specializzati in diritto internazionale, diritti umani e diritto ambientale ha annunciato che presenterà una denuncia contro il leader sovranista latinoamericano per crimini contro l’umanità.

Le violazioni che i legali ravvisano riguardano politiche contro l’ambiente e l’azione legale sarà oggetto della Corte del Tribunale penale internazionale ( ICC) dell’Aja. Il reato ravvisato è quello di “ecocidio”, riconosciuto dalla Corte stessa fin dal 2016.

Per Eloisa Machado, che fa parte del team di avvocati, «il danno di quest’anno all’Amazzonia potrebbe essere visto come una conseguenza delle dichiarazioni irresponsabili di Bolsonaro, nonchè dello smantellamento delle agenzie ambientali e delle politiche statali per proteggere i diritti sociali e ambientali. Gli attacchi di Bolsonaro a organizzazioni di ricerca, ambientalisti, organizzazioni non governative e agenzie di controllo ambientale hanno creato un canale sicuro per azioni criminali contro l’ambiente».

L’intento è quello di rendere noto al mondo come il presidente brasiliano, se verrà condannato, sia indifferente nei confronti del diritto internazionale.

«Consentire la distruzione della foresta pluviale – dice l’avvocato francese Valerie Cabanes – ha un doppio impatto. Il primo locale, perchè è una violazione dei diritti delle popolazioni indigene che vivono nella foresta e che dipendono da essa sia per il loro sostentamento che per il loro benessere fisico e spirituale. Il secondo è globale, poiché l’Amazzonia fornisce ossigeno al mondo e partecipa alla regolazione della temperatura, influenzando il clima mondiale e la circolazione delle correnti oceaniche». Se andrà in porto, la denuncia potrebbe scoperchiare un’altra vicenda strettamente legata ai roghi dell’Amazzonia.

La piattaforma Open Democracy, finanziata dal miliardario George Soros, ha infatti messo le mani su un documento riservato che rivelerebbe piani per rendere abitabile la foresta. Più in particolare si parla di progetti, denominati “Tripla A” che potrebbero spazzare via ogni salvaguardia ambientale.

Secondo Open Democracy «bisogna costruire la centrale idroelettrica del Rio Trombetas, il ponte di Orbidos sul Rio delle Amazzoni e la strada BR 163 fino alla frontiera con il Suriname».

 

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