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Stop alla nave ong, la firma di Salvini, Toninelli e Trenta

Dal Viminale filtra soddisfazione per la «compattezza dell’esecutivo» la nave ha a bordo 100 naufraghi, salvati al largo delle coste libiche e ora si sta dirigendo «verso nord»
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Sui migranti si ricompatta il fronte del governo gialloverde in crisi: il ministro Salvini ha firmato il divieto di ingresso della nave Eleonore, battente bandiera tedesca e gestita dalla ong, sempre tedesca, Mission Lifeline, con a bordo 100 migranti.

Il divieto – di cui verrà informato il presidente del Consiglio e il contenuto notificato al capitano della nave – è stato controfirmato anche dal ministro della Difesa, Elisabetta Trenta e dal grillino ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli.

Proprio per questa ritrovata unità su un tema così controverso e sul tavolo della contrattazione per un nuovo esecutivo, il Viminale ha fatto filtrare tutta la propria soddisfazione per la «compattezza del governo a fronte dell’ennesimo tentativo di avvicinamento alle acque italiane di una Ong tedesca».

La nave ha soccorso ieri 100 migranti al largo delle coste libiche, che erano «a bordo di un gommone che stava affondando», e si è diretta «verso nord» alla ricerca di un porto sicuro dove farli sbarcare.

L’ong ha denunciato su Twitter che la Guardia costiera libica aveva «minacciato» l’equipaggio della nave tedesca e si era avvicinata a una distanza di 50 metri, causando il nervosismo delle persone soccorse, che pensavano che sarebbero stati riportati in Libia ed «era ciò che non volevano».

 

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