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Amazzonia, Bolsonaro ci ripensa e accetta i soldi del G7

Bolsonaro ci ripensa e accetta i soldi stanziati dal G7. Il Canada finanzia la lotta all'emergenza con 15 milioni di dollari. Molte fondazioni ed aziende si stanno unendo alle donazioni. Continua lo scontro a distanza con Macron ma ormai sembra essere stata tracciata una strada.
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«Il governo brasiliano tramite il presidente Bolsonaro è aperto a ricevere supporto finanziario da organizzazione e anche da nazioni. Il punto essenziale è che questi soldi che entrano in Brasile siano sotto il controllo del popolo brasiliano».

Così il Brasile fa marcia indietro e ritorna sulla sua precedente decisione di non accettare il finanziamento di 20 milioni di euro destinati alla lotta contro gli incendi che stanno distruggendo la foresta pluviale dell’Amazzonia.

Difficile dunque rinunciare alla proposta scaturita dai paesi del G7 riuniti a Biarriz la settimana scorsa alla quale si aggiunge quella arrivata dal Canada: offerta dell’invio di bombardieri d’acqua e altri 15 milioni di dollari.

Ci sono poi una serie di fondazioni (da Lvmh con 15 milioni di dollari alla Earth Alliance di Leonardo di Caprio che contribuisce con 5 milioni) che stanno mettendo mano ai loro portafogli.

Ma forse la notizia più importante è l’impegno economico annunciato dalla Apple; il Ceo Tim Cook infatti ha reso noto che la multinazionale informatica «farà donazioni per contribuire a preservare la sua biodiversità e ripristinare l’indispensabile foresta amazzonica in America Latina».

 

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