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Amazzonia, il Brasile rifiuta 20 milioni di euro del G7 ma le foreste bruciano

Il presidente Bolsonaro non accetterà i fondi per affrontare la crisi degli incendi. Continua lo scontro con la Francia: «Macron non può nemmeno evitare un incendio prevedibile in una chiesa che fa parte del patrimonio mondiale»
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Per il Brasile si tratta solo di colonialismo, così il presidente Jair Bolsonaro rifiuta lo stanziamento di quasi 20 milioni di euro per affrontare gli incendi che stanno divorando la foresta pluviale dell’Amazzonia.

Il piano di aiuti era stato annunciato durante il G7 di Biarriz lunedì scorsi e prevedeva, oltre ai fondi di alcuni paesi donatori (Canada, Francia, Germania, Giappone, Italia, Regno Unito e Stati Uniti), anche il contributo di Earth Alliance, l’organizzazione ambientalista dell’attore Leonardo Di Caprio con 5 milioni di dollari.

Questo perché la situazione diventa più grave di ora in ora. I dati dell’Inpe ( Istituto nazionale delle ricerche spaziali del Brasile) infatti stimano che nella immensa zona amazzonica che comprende nove stati ( i più grandi Amazonas, Pará, Mato Grosso e Rondônia) solo nell’ultima settimana sono scoppiati 3mila nuovi incendi.

Il fronte delle fiamme si estende per almeno 100 chilometri al confine tra Brasile, Bolivia e Paraguay. Ma nonostante tutto il “niet” brasiliano è arrivato in maniera sprezzante.

La prova sta nelle parole del capo dello staff del presidente Bolsonaro, Onyx Lorenzoni: «Grazie, ma forse quelle risorse sono più rilevanti per il rimboschimento dell’Europa». Poi la bordata quasi irridente:«Macron non può nemmeno evitare un incendio prevedibile in una chiesa che fa parte del patrimonio mondiale e vuole darci lezioni per il nostro paese?» facendo riferimento all’incendio che ha colpito la cattedrale di Notre-Dame a Parigi nell’ aprile scorso.

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