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Turista francese morto in Cilento, aperta un’inchiesta

Forse deceduto dopo la richiesta di aiuto. Mario Balzanelli, presidente nazionale della società italiana sistema 118: «le nostre centrali operative non hanno il sistema di geolocalizzazione delle chiamate d’emergenza»
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Accertare eventuali responsabilità ed eventuali ritardi nei soccorsi. È uno degli obiettivi di un fascicolo di indagine per ora a carico di ignoti aperto dalla procura di Vallo della Lucania per la morte di Simone Gautier, l’escursionista francese di 27 anni morto in un dirupo del Cilento.

MORTO POCO DOPO LA CADUTA
Un decesso, secondo quanto emerge dal solo esame esterno della salma, avvenuto poco dopo la caduta che gli ha procurato le fratture alle gambe rivelatesi fatali. Il corpo infatti è stato trovato in avanzato stato si decomposizione.

Gautier è rimasto vittima di un incidente il 9 agosto scorso mentre percorreva a piedi sentieri che dalla costa cilentana lo avrebbero portato a Napoli; in una telefonata fatta da lui con il suo cellulare subito dopo la caduta, aveva specificato di avere entrambe le gambe spezzate e di soffrire molto, ma di non essere in grado di spiegare dove si trovasse.

Non si esclude che il decesso sia legato a danni a un’arteria derivanti dalle fratture, ma sarà l’autopsia disposta dai magistrati a dare conferma di questa ipotesi che collocherebbe così la morte a circa 40 minuti dopo la caduta.

LE POLEMICHE SUI SOCCORSI
Le ricerche dell’escursionista, disperso nelle zone collinari del Golfo di Policastro sono partite dopo la telefonata che egli stesso ha effettuato al 118 intorno alle 9 di dieci giorni fa; ma quasi subito ci sono state polemiche da parte degli amici del giovane sulla loro tempestività e capillarità.

I carabinieri i molecolari, ad esempio, sono stati utilizzati solo qualche giorno fa e l’area del primo intervento era molto vasta. Alle ricerche del giovane dal 14 agosto aveva partecipato anche la famiglia. I pm tenteranno anche di comprendere la dinamica dell’incidente.

L’ITALIA NON HA IL SISTEMA DI GEOLOCALIZZAZIONE
Sulla vicenda è intervenuto il presidente nazionale della Società italiana sistema 118, Mario Balzanelli: «In Italia le centrali operative 118 sono ancora prive del sistema di geolocalizzazione delle chiamate d’emergenza».

«La responsabilità è dello Stato italiano – spiega – che ha disatteso la direttiva europea, recepita nel 2009. Il modello di governance è completamente sbagliato e rischia di fare danni». Balzanelli racconta che in Italia, peraltro, «non è ancora disponibile il sistema tecnologico “Advanced Mobile Location” ( Aml), grazie a cui, pure in assenza di rete Internet, dallo smartphone di chi richieda il soccorso parte immediatamente un sms al 112 che comunica le coordinate Gps corrispondenti esattamente al punto in cui si trova la vittima».

 

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