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Salvini, selfie e insulti a Policoro. Il leghista rilancia: «Lavoro ad un governo che duri 10 anni»

Il vicepremier contestato: «Il Sud non dimentica»
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Elezioni il prima possibile e Parlamento riunito prima di Ferragosto. Sono queste le parole d’ordine per Matteo Salvini, che oggi, a Policoro, dove è stato accolto da un gruppo di contestatori, è tornato sulla crisi di governo.

«Io guardo avanti – ha affermato – e sto preparando un Governo stabile, coraggioso e serio per gli italiani. Se non fossero arrivati tutti No, non avremmo fatto quello che abbiamo fatto». Un governo che, nelle aspettative del leader leghista, dovrebbe durare almeno 10 anni. L’ipotesi di un asse Renzi-Di Maio – fortemente smentito dai due protagonisti – sarebbe «tragico, sarebbe un insulto agli italiani e alla democrazia».

Nessuna risposta agli insulti che arrivano dal fronte 5 Stelle: «Il Governo – ha ribadito – era fermo, l’economia ferma e l’Italia ferma». Sulle possibili alleanze della Lega in vista delle elezioni il vicepremier non si sbilancia. Priorità, ora, alla fissazione della data delle elezioni e «che gli italiani sappiano quando potranno andare a votare un nuovo Parlamento che elegga un nuovo governo che vada avanti per cinque anni e faccia subito la manovra economica. Di tutto il resto parleremo dopo».

Una manovra, aggiunge, alla quale «stiamo già lavorando». E promette un dialogo costruttivo con l’Europa: «li convinceremo a tagliare le tasse agli italiani, certo non a tutti gli italiani».

La visita a Policoro è stata però amara per Salvini.  Assieme agli applausi, gli abbracci e i selfie, sono infatti arrivati anche insulti e striscioni provocatori. Una donna gli ha addirittura tirato l’acqua di una bottiglietta addosso, scatenando l’esercito di bodyguard che facevano cordone attorno al ministro.

 

 

Non il solito calore per il leader leghista, oltre ai 40 gradi percepiti per via della canicola, semmai tensione e nervosismo, visibili anche sul volto del ministro dell’Interno. Una tensione che è diventata concreta quando qualcuno ha rimosso lo striscione con il riferimento al Russiagate. «Salvini beach party – ingresso: 5 rubli», questa la scritta che ha mandato su tutte le furie lo staff del leader leghista.

Ma tra le scritte polemiche anche quelle che ricordano il passato burrascoso tra Salvini e il meridione, che oggi visiterà con altre due tappe in Calabria, una a Soverato e una a Isola Capo Rizzuto. «Il Sud non dimentica», recita un altro lenzuolo dedicato al leghista, accompagnato dal «Salvini parla, l’iva aumenta».

Al suo arrivo, inoltre, alcuni manifestanti hanno intonato “Bella Ciao”, contestazioni dalle quali, alla fine, è scappato facendo un giro in canoa. Ma la sua discesa a sud, in Calabria, si preannuncia ancora più infuocata: Soverato è infatti stata tappezzata da striscioni polemici, che ricordano gli insulti degli anni passati, citati anche con i vecchi post del “Capitano”, stampati e affissi sui muri e per le strade della città.

 

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