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Nuovo salvataggio di Open Arms, 160 i migranti a bordo. Ma Malta offre ospitalità solo a 39 persone

Il rifiuto della ong: «Offerta irricevibile, così si crea scompiglio a bordo»
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Con 121 persone già a bordo, da nove giorni in attesa di un punto d’attracco, la Open Arms ha soccorso altre 39 persone, su richiesta del governo maltese. Che, però, rifiuta di dare un porto alla ong per tutti i migranti a bordo. L’offerta è stata chiara: sul territorio maltese possono mettere piede soltanto i 39 soccorsi la notte scorsa, gli altri potranno continuare a galleggiare.

E così l’equipaggio della Open Arms ha rifiutato un’offerta irricevibile. «Malta rifiuta di sbarcare le 121 persone che si trovano a bordo da 9 giorni sull’Open Arms – si legge in un Tweet della ong – è disposta a prendere solo le 39 persone salvate un’ora fa. E’ inammissibile. Questo ha generato seri problemi di sicurezza a bordo».

 

#UPDATEMalta rifiuta di sbarcare le 121 persone che si trovano a bordo da 9 giorni sull'#OpenArms, è disposta a…

Gepostet von Open Arms Italia am Freitag, 9. August 2019

Alle 11 è prevista una conferenza stampa all’aeroporto di Lampedusa alla quale parteciperanno il fondatore di Open Arms, Oscar Camps, insieme al direttore della Ong Riccardo Gatti, Richard Gere e Chef Rubio, che ieri sono saliti sulla nave per portare cibo e solidarietà ai migranti a bordo, che da giorni aspettano una risposta dall’Europa. Una risposta che Bruxelles, al momento, ha dichiarato di non poter dare, in quanto non ha ancora avviato il coordinamento tra i Paesi sugli sbarchi, come fatto in altri casi, perché non c’è stata richiesta da parte dei Governi.

 

 

Dopo il salvataggio di altre 39 persone avvenuto nel cuore della notte, a bordo ci sono ora 160 persone, che provengono dall’Eritrea, dal Sudan o dall’Etiopia e che hanno espresso la loro volontà di chiedere asilo in Europa. Una richiesta che avanzano da acque internazionali, dopo che l’equipaggio della nave spagnola ha raccolto le loro testimonianze per documentare le richieste d’asilo, già comunicate sia all’Unhcr Italia che al Comando generale della capitaneria di porto di Roma.

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