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L’Onu avverte: Con il riscaldamento globale più migrazioni e carestie

Il rapporto dell'Ipcc. A rischio le regioni più povere del pianeta ( Sudamerica e Africa). Ma il “global warming” ormai colpisce anche l’artico e le foreste siberiane
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Il futuro che aspetta l’umanità non sarà sicuramente tra i più desiderabili. Gli allarmi sui cambiamenti climatici e le loro conseguenze si succedono senza soluzione di continuità, e ieri da Ginevra è arrivata un’ulteriore conferma della china allarmante che sta subendo il pianeta.

IL RAPPORTO
È stato infatti presentato il rapporto stilato dal Comitato scientifico dell’Onu sul clima, uno studio realizzato dagli esperti del Ipcc dal titolo ‘ Cambiamento climatico e territorio’. I risultati illustrati durante una conferenza stampa mostrano come il riscaldamento globale stia già facendo sentire i suoi effetti nefasti in diversed aree del nostro pianeta.

Attualmente chi rischia di più sono i paesi poveri concentrati principalmente in Asia e Africa ma anche tutta l’aria del Mediterraneo non può dirsi tranquilla. I danni maggiori e più immediati del climate change sono guerre e migrazioni economiche.

Il rapporto mette in evidenza anche come esista una relazione stretta tra diversi fattori alla base di ciò che sta succedendo.

SFRUTTAMENTO DEL SUOLO
Ad influire sul consumo delle risorse c’è lo sfruttamento del suolo, la produzione del cibo. La dieta delle popolazioni avrà quindi un impatto determinante nel mitigare siccità, inondazioni, incendi sempre più frequenti. I ricercatori Onu mettono in guardia su alcuni aspetti considerati determinanti.

Gli eventi climatici estremi ( precipitazioni violente, alluvioni, siccità e desertificazione) aumenteranno sempre di più sottraendo terre ai contadini.

La conseguenza diretta sarà quella di migrazioni di massa sia attraverso le frontiere interne che esterne dei continenti.

MIGRANTI CLIMATICI
Coloro che tenteranno di spostarsi dunque saranno dunque sempre più dei migranti climatici, una migrazione che non si può arrestare con il rischio concreto di esacerbare la tendenza all’esplodere di conflitti sociali e politici nei paesi di accoglienza.

Se è vero che il surriscaldamento planetario interesserà soprattutto le popolazioni del continente asiatico, l’America Latina e le zone subsahariane ( oltre all’Europa del sud), si stanno verificando fenomeni prima impensabili in altre parti del mondo.

E’ il caso degli incendi scoppiati nelle zone dell’Artico come la Siberia, dove negli scorsi giorni sono andati in fumo 19 milioni di ettari di foreste, qualcosa di mai visto in quelle zone dal clima rigido anche d’estate.

Questo perchè l’aumento delle temperature si registra in prossimità dei Poli.

E’ stato calcolato che si è già raggiunta la soglia massima, oltre la quale ci sarebbe la catastrofe climatica: 1,5 gradi. Invece nel Mediterraneo si registra una maggior concentrazione temporale di piogge violente con una sempre più forte erosione del suolo lungo le coste.

 

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