Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Diabolik forse vittima di una trappola. Spunta la pista dei clan

Piscitelli aveva un appuntamento, probabilmente con il killer. Con lui al momento dell’omicidio anche il suo autista, forse vivo per miracolo: «la pistola si è inceppata e sono scappato»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Diabolik è caduto in una trappola. È quanto ipotizzano gli uomini della squadra Mobile e della Dda, che ora stanno cercando il responsabile tra i nemici di Fabrizio Piscitelli, l’ultras della Lazio ucciso mercoledì a Roma.

SI FA LARGO LA PISTA DEI CLAN
E tra le ipotesi c’è anche quella dei clan che controllano il flusso della droga nella Capitale, riconducibili alla camorra, col boss Michele Senese, e anche agli albanesi. Tanto che la Procura contesta l’aggravante mafiosa, considerando le modalità dell’esecuzione, un colpo diretto in testa, che fanno pensare ad un killer esperto.

L’assassino, dopo l’omicidio, è fuggito a piedi, dopo che la sua pistola si è inceppata. A riferirlo due testimoni, che hanno assistito all’agguato nel parco degli Acquedotti, nonché l’autista di Piscitelli, che era seduto accanto a lui sulla panchina sulla quale è morto e che poi si è dato alla fuga.

«L’ho portato lì perché aveva un appuntamento», ha detto l’uomo, che ha parlato di un assassino dalla pelle bianca. Il killer indossava una tuta da jogging, per mimetizzarsi tra le persone che corrono nel parco, e ha sparato la vittima alle spalle, con un unico colpo all’altezza dell’orecchio sinistro. Piscitelli aveva molti nemici, soprattutto nella criminalità organizzata.

Le intercettazioni disposte subito dopo l’omicidio avrebbero fornito elementi utili alle indagini. «Piscitelli aveva molti affari con vari gruppi criminali. Siamo in presenza di un personaggio centrale con addentellati sia con la criminalità organizzata italiana, in particolare con gruppi camorristici e che varie realtà anche albanesi», spiegano gli inquirenti. Diabolik frequentava non solo la curva nord, ma anche l’estrema destra e i clan autoctoni e stranieri, nonché l’ex nar Massimo Carminati, passato dalla Banda della Magliana a Mafia Capitale.

MAFIA CAPITALE
E il nome di Diabolik compare proprio nelle carte di quell’inchiesta, in relazione alla cosiddetta ‘ Batteria di Ponte Milvio’, gruppo attivo nella zona nord di Roma e di cui, secondo gli inquirenti, Piscitelli faceva parte. Un gruppo che si occupava di spaccio di cocaina, un affare col quale Piscitelli si sarebbe creato molti nemici, tra i quali ora gli inquirenti vogliono andare a cercare l’assassino.

Intanto sono al vaglio degli investigatori le telecamere di videosorveglianza della zona per risalire al responsabile mentre la procura indaga per omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. Il fascicolo sulla morte di ‘ Diabolik’ è affidato ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia, coordinata dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino.

 

Ultime News

Articoli Correlati