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Cacciari: «Mattarella dirà no alle urne. Salvini avrà le sue poltrone»

La stoccata dell’ex sindaco di Venezia: «Di Maio e Conte sono disperati e pur di restare al governo consegneranno Toninelli e Trenta»
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Le elezioni non convengono a nessuno, nemmeno a Matteo Salvini. E non ci saranno, perché sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella a dire no, per portare a casa la legge di Bilancio ed evitare il tracollo definitivo del Paese. A dirlo è il filosofo Massimo Cacciari, secondo cui a farne le spese sarà comunque il M5s: «faranno i salti mortali per restare attaccati alle poltrone, perciò consegneranno a Salvini i ministri Toninelli e Trenta».

Professore, questa crisi sarà letale per il governo?

La crisi c’è dal giorno successivo alla formazione del governo, era evidente ed anche inevitabile, trattandosi di forze incompatibili su tutto, eccetto che sulla libido potestatis.

Hanno idee diverse su tutto, nascono da prospettive diverse, non hanno nulla in comune e nessun accordo su nulla, se non per continuare a governare, anche per assenze di alternative.

Nemmeno con le elezioni anticipate?

La Lega, se avesse numeri, andrebbe a governare con la Meloni, il M5s potrebbero provarci soltanto da solo, perché di politica i grillini non sanno ragionare. Quindi ci tocca questa coabitazione coatta, che può solo portare definitivamente alla rovina del paese.

A Salvini comunque converrebbe, allo stato attuale.

Anche per lui andare alle elezioni sarebbe un gran problema: intanto gli toccherebbe imbarcare Berlusconi e per un leader rottamatore non è semplice, perché rischierebbe di fare la fine di Renzi. Potrebbe imbarcarsi solo con la Meloni, ma per lui sarebbe molto difficile, dovrebbe essere sicuro di avere un risultato tale da poter governare da solo con lei, con un governo di destra pura e scatenata. Se gli italiani ci stanno allora vorrà dire che gli altri hanno sbagliato tutto. Ma se avesse questa garanzia sarebbe già andato a votare.

E non può averla?

Con questa legge elettorale è difficile. Ora quelli di destra stanno capendo quanto siano stati stupidi a non votare la legge elettorale di Renzi. E a Salvini, ora, non consentirebbero mai di fare una legge del genere, si metterebbero tutti di traverso. Deve vivere alla giornata pure lui, sperando non gli venga meno il consenso a furia di sproloqui giustizialisti e autoritari.

Potrebbe decidere il presidente Mattarella per tutti?

Per andare a votare ci vuole il suo sì, ma non lo darà mai, perché la legge di Bilancio bisognerà farla in qualche modo e non ha un’alternativa. E abbiamo necessità che la finanziaria venga fatta, se non altro per evitare botte micidiali, come l’aumento dell’iva. Ma come arriveranno a fine anno, onestamente, non lo so.

Nemmeno con un rimpasto M5s- Pd?

Ora non è più possibile. L’ho predicato dal giorno successivo alla formazione del governo che avrebbero dovuto preparare questa alternativa, ma né da una parte né dall’altra c’è stata la minima intenzione di cercare un accordo in prospettiva. Se non ce la faranno più in alcun modo si andrà a votare, ma con le conseguenze che le dicevo: aumento dell’iva e bilancio provvisorio.

Cosa farà il M5s?

Di Maio farà i salti mortali, perché se la Lega non può pensare ad un leader diverso da Salvini, al momento, si possono pensare centomila leader diversi per il M5s e per Di Maio sarebbe la morte politica.

Ieri si è detto stanco di giochini e dibattiti sulle poltrone. La convince?

Sono tutte chiacchiere! Parlano tutti con frasi fatte, sono penosi. Dice: i nostri ministri sono a disposizione dell’Italia, ma sono frasi preconfezionate. Siamo proprio alle miserie estreme.

Quindi il M5s accetterà di “dimettere” alcuni ministri poco graditi a Salvini?

Faranno una cosa del genere, consegneranno Toninelli e Trenta. Sono tutti attaccati alle poltrone come sanguisughe, a partire da Conte e Di Maio. I leghisti no, perché sono sicuri di tornare, ma loro chi li manda a casa dopo un anno e mezzo? Perciò faranno un pasticcio, sacrificheranno qualcuno, chi ha già fatto figuracce megagalattiche.

E Tria? Anche con lui Salvini è stato decisamente polemico.

Tria è lì per Mattarella, quindi non potrà cacciarlo. Potrebbe, piuttosto, stufarsi lui di fare questo mestiere ingratissimo. Faranno questo rimpasto ridicolo e andranno avanti almeno fino a fine anno ma dubito che possano durare un’intera legislatura.

E in tutto questo, il Pd che fa?

Assiste, fa lo spettatore. Ha deciso di stare a guardare e vota con la Lega e Berlusconi. Io ormai ho cessato di capire. Avrebbero dovuto non partecipare a quella ridicola cosa del voto sulle mozioni, abbandonare l’aula e lasciarli al dileggio degli italiani.

Secondo il Sole 24 Ore Renzi avrebbe deciso di lasciare il partito…

È un discorso vecchio. Sarebbe stato saggio si separassero all’epoca del job acts, adesso sarebbe comunque una cosa ridicola, perché andrebbe a creare un partito in grado di arrivare al 5 %, se gli va bene, lasciando il resto del Pd a indebolirsi e basta. Non credo gli convenga. Bisogna vedere che fine fa Zingaretti, se è in grado di dare una linea e un gruppo dirigente a questo partito. Se si andasse a votare credo confermerebbe il risultato delle europee, mentre un recupero dei 5 stelle sarebbe difficile.

Cosa conviene al Pd?

Le elezioni anticipate, ma non perché abbia strategie. Dovrebbe lanciare una nuova prospettiva che coinvolga moderati e i fuoriusciti dai 5 Stelle, con una leadership forte e un gruppo dirigente coeso. Ma per ora non è così. Se Zingaretti seguisse la linea che sembrava aver assunto con le primarie potrebbe trovare altri appoggi, i gruppi dirigenti si creano e cambiano. Ma non mi pare che stia andando in questa direzione.

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