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Sicurezza bis e ddl giustizia: finale di stagione con brivido

La crisi di governo non è ancora scongiurata. Gli italiani andranno in vacanza con un governo in carica ma azzoppato. Con una maggioranza che esiste ancora ma solo formalmente
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Sulla carta potrebbe essere un finale di stagione pirotecnico. In aula, al Senato, è in calendario la conversione del dl Sicurezza bis, obbligatoria dato che altrimenti scadrebbe il 13 agosto, ma è quasi certo anche il voto sulla mozione ( all’acqua d rose) No Tav dei 5S, presumibilmente il 7 agosto sempre a palazzo Madama.

Tanti scogli per il governo
Possibile, anche se non probabile anche il voto sulla mozione di sfiducia del Pd contro il ministro Salvini a Montecitorio. Fuori dall’aula, sempre in teoria, dovrebbero essere definite la riforma delle autonomie rafforzate, cavallo di battaglia della Lega, e della Giustizia, stella polare del guardasigilli pentastellato Bonafede.

Sia il Carroccio che il ministro hanno ripetuto più volte che il semaforo verde sulle rispettive riforme deve arrivare prima della pausa estiva. Le autonomie sono bloccate dal Niet dei 5S. La riforma della giustizia arriva oggi in cdm ma, ancora ieri pomeriggio, senza garanze di accordo con la Lega.

Nessuno di questi appuntamenti è tale da mettere a rischio, in sé, la sopravvivenza estiva del governo. Ciascuno, però, è in grado di mostrarne la fragilità strutturale e tutti insieme rischiano di denunciarne il coma irreversibile.

Non a caso il ministro leghista Centinaio giura di partire per le vacanze serafico. Non perché sia certo che al ritorno troverà una casa non in fiamme ma perché entrambe le ipotesi, la prosecuzione con navigazione di fortuna o il naufragio, lo lasciano imperterrito.

Che faranno i 5Stelle?
Il dl Sicurezza passerà col voto di fiducia martedì prossimo. L’approvazione è certa, tanto più che le assenze dall’aula arrivati alla prima settimana di agosto di solito abbondano. Il test potrebbe però essere utile per verificare lo stato della fedeltà alle indicazioni del vertice tra i senatori 5S, dove la mazzata del Sì Tav è stata pesantissima.

Non a caso, nell’incontro con Di Maio di alcuni giorni fa, la domanda più preoccupata posta dal leghista è stata: ‘ Ma al Senato il tuo gruppo regge?’. La risposta di Giggino era scontata. Quella vera, la verifica della tenuta o meno del gruppo, arriverà però solo con il voto sul dl Sicurezza.

L’appuntamento chiave è quello sulla Tav. La mozione dell’M5S è risibile. Non prova neppure, infatti, a ‘ impegnare il governo’ ma solo ‘ il Parlamento’. Se anche fosse approvata resterebbe priva di conseguenze effettive sulla Tav. Sul piano politico, però, le cose stanno diversamente.

La bocciatura della mozione, con tutti i gruppi parlamentari tranne LeU a favore del treno, è inevitabile. Ma che ne sarà delle altre, che certamente verranno presentate? Dovrebbero essere 3: quella della destra, quella del Pd, annunciata ieri dal capogruppo Marcucci, e quella di LeU. Senza accordi tra Pd e centrodestra, che forse arriveranno e forse no, saranno bocciate tutte. L’effetto della rumorosa sceneggiata sulla tratta Torino- Lione sarà nullo comunque. In compenso l’effetto caos verrà esaltato al massimo livello.

Tav, giustizia e autonomie
Ma il vero spartiacque è un altro. Per la prima volta su un tema fondamentale e che divide l’Italia da decenni, in un’aula parlamentare italiana e non europea, i due partiti di maggioranza si divideranno, voteranno in maniera opposta. E’ già successo a Strasburgo e la ricaduta è stata pesantissima. La ripetizione della spaccatura, stavolta in casa, è un passo senza possibilità di ritorno.

La sorte delle autonomie e della riforma della giustizia, come quella della Flat Tax alla ripresa, è legata alla guerra di trincea ingaggiata da due soci di maggioranza che non si sopportano più e si concentrano essenzialmente sul come arrecarsi l’un l’altro il massimo del danno. La paralisi è dunque assicurata.

Maggioranza apparente
La realtà è che gli italiani andranno in vacanza con un governo in carica, però finto. Con una maggioranza che esiste ancora ma solo formalmente. In Parlamento il viatico che consegneranno le ultime battute prima della pausa estiva sarà una specie di ‘ tana liberi tutti’, il semaforo verde per una fase di confusione estrema, segnata dalla comparsa di maggioranze a geometria variabile.

Del resto già la rifrma costituzionale, che non è proprio la più trascurabile tra le voci in capitolo, è stata approvata al Senato solo grazie ai voti di FdI. La maggioranza gialloverde non sarebbe bastata. In autunno, sempre che i capitani non si decidano a prendere atto del tracollo l’esperienza si ripeterà spesso.

 

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