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Facebook censura i post sulla pagina della Lega, anzi no

Facebook: «Non rispettano i nostri standard». Ogongo, attivista kenyota della pagina “Cara Italia”, che ha fatto la segnalazione: «si tratta di un segnale piccolo, ma di una bella soddisfazione»
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Facebook cancella alcuni post della Lega, dalla pagina ufficiale “Lega – Salvini premier”.

Era questa la notizia diffusa ieri e cresciuta sul web. Eppure si tratta di un errore o meglio di una confusione compiuta dal social media. essere eliminato è stato solo un contenuto postato da un utente e non dagli ammnistratori della pagina.

La spiegazione
E’ un portavoce dell’azienda a spiegare cosa è successo: «Quando le persone ci segnalano una Pagina per intero per violazione dei nostri Standard della Comunità, di norma notifichiamo loro qualunque provvedimento preso nei riguardi dei contenuti presenti sulla Pagina. Lo facciamo anche se la violazione riguarda contenuti che nello specifico non sono stati segnalati».

La segnalazione
Il tutto nasce per iniziativa del movimento “Cara Italia”, che punta a diventare il primo partito di riferimento dei migranti in Italia e oggi ha 11mila follower.

A fare la segnalazione è stato il giornalista kenyota Stephen Ogongo, in Italia da 25 anni e caporedattore di 10 testate del gruppo “Stranieri in Italia”.

Dopo aver segnalato la pagina della Lega ai moderatori di Facebook, Ogongo ha pubblicato sul web il messaggio del servizio di moderazione di Facebook, arrivato a un attivista della piattaforma “Cara Italia”: «Lega- Salvini Premier è stata esaminata e abbiamo riscontrato che alcuni contenuti sulla pagina non rispettano i nostri standard della community. Abbiamo rimosso quei contenuti specifici ( ad esempio foto e post) anziché l’intera pagina».

Un precedente
Ogongo sostiene che sia la prima volta che in Italia vengono rimossi dei post di Salvini: «Si tratta di un segnale piccolo, ma di una bella soddisfazione – ha dichiarato il giornalista all’agenzia Dire – non ci fermeranno. La nostra campagna è appena iniziata e andremo avanti fino in fondo. Ne va della sicurezza e della democrazia dell’Italia».

Non è la prima volta che il profilo facebook di Salvini finisce nell’occhio del ciclone. L’ufficio “propaganda” virtuale del ministro dell’interno, la famosa “bestia”, gestita dal “filosofo” informatico Luca Morisi, ha infatti gestito con successo gran parte della campagna elettorale del vicepremier. E i risultati, almeno fino a oggi, sono stati eccellenti.

 

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