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Ecco come teleguidare all’App- arenza Zingaretti dal tuo cellulare

La folla corsa di iscritti e militanti per battere un colpo e dimostrare che il partito è tornato a essere social
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“Più segnali, più cresce la tua credibilità”. Ma segnali cosa, le cazzate Cinquestelle, la meglio grattachecca di Roma tipo Gambero Rosso, il miglior chiosco di anguria di tutta la Romagna? Alla fine poi il risultato è sempre quello, anche un Pd che si modernizza ti mette addosso una malinconia blu, quella sorta di estasi dell’irreversibile, l’impressione che questo inseguimento perenne a qualcosa o a qualcuno non arriverà mai a una conclusione, a un traguardo, meno che mai allo striscione dell’ultimo chilometro. Adesso tocca alla «app del Pd», quella che ti mancava sulla home del tuo telefonino, vero? È stata concepita come risposta alla Piattaforma Rousseau, dove l’infernale Quinlan, al secolo Davide Casaleggio, ha stravolto tutte le strategie che portano al consenso elettorale o almeno così ci hanno sempre raccontato. Dobbiamo subito confessarvi la nostra perplessità rispetto a tutte le possibile piattaforme, i troll, i dispensatori di fake: non crediamo che un sol essere umano abbia mai potuto cambiare il suo voto nell’urna per il solo fatto che Casaleggio o Beppe Grillo gli abbiano raccontato, da quella tolda tecnologica, l’ultima, affascinante, cazzata. Semmai siamo ancora qui a discutere se in quel ‘ 94 di berlusconiana memoria, le televisioni del Dottore, come veniva chiamato in azienda, con un utilizzo sapiente dei volti noti e di due telegiornali su tre, abbiano potuto etero- dirigere milioni di voti verso il sogno azzurro di Forza Italia, come poi accadde realmente.

Ma insomma, l’altro giorno in direzione Nicola Zingaretti ha annunciato questa grande novità, anche tecnologica: la nascita della nuova app del Partito Democratico, un luogo dove far convergere le istanze di iscritti e militanti, ricevere segnalazioni, mettere gli appassionati del partito in relazione, “una sorta di competizione civica, la Gamification. Più segnali, più cresce la tua credibilità all’interno della comunità”. Così l’ha spiegata Francesco Boccia, che ne sarà il responsabile. Gamification, ragazzi. È come un rollerball impazzito, dove si sgomita senza troppe cerimonie per emergere, dove l’obiettivo finale è il crollo dei tuoi competitor interni, uno dopo l’altro, battuti da chi è capace di resistere, resistere, resistere. Tutto questo produrrà una montagna di informazioni, utili al partito, per indirizzare il suo pensiero dove può esserci una degna accoglienza e non i soliti quattro gatti che passano di lì per caso. Di essere connessi in tempo reale h24, sapere tutto dei tuoi avversari, ogni possibile malizia, ogni possibile movimento.

Una cosa così, la presenti e il minuto successivo io smanetto e mi collego. Non nel magico mondo del Pd, che a quella calma olimpica del novecento non vuole proprio rinunciare, per cui “sarà presentata da Zingaretti a settembre, dopo la festa dell’Unità di Ravenna”, racconta sempre Boccia. Quindi a settembre, bene. No, ragazzi, troppa grazia. “L’idea – dice il placido Boccia è di andare in linea il giorno dopo la Costituente delle idee di novembre”. Ecco, giusto, novembre, il mese allegro per definizione. Ma chi ci sta lavorando?, chiede ancora Tiziana Testa di Repubblica a Boccia. “Una decina di volontari che hanno partecipato alla maratona digitale Digithon, ragazzi che arrivano da esperienze diverse, dal Politecnoco di Milano e da quello di Bari”. Volontari, uhm. Che significa volontari, che non c’è il gettone, è tutto gratis et amore Dei, come ai miei tempi da abusivo nei giornali? Se questa app vi serve, ragazzi del Pd, se credete che farà in briciole l’opposizione, se ne raccontate mirabilie, allora ok, tutto giusto e tutto bello. Ma allora, caro, vecchio, tesoriere Zanda, toccherà mettere la mano in saccoccia e autotassarsi, come ai vecchi tempi.

 

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