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No Tav, riparte la protesta in Val di Susa

Incendi e razzi contro le forze dell'ordine, venti militanti denunciati
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Riparte la protesta “No Tav” in Val di Susa, con lancio di petardi e razzi e tentativi di assalto ai cantieri. A rendersi protagonisti dell’episodio circa 200 partecipanti al «Campeggio studentesco No Tav», in corso a Venaus fino al 24 luglio. Sabato sera i manifestanti hanno fatto ingresso nella “zona rossa” attorno al cantiere dell’Alta Velocità, il cui accesso è impedito da un’ordinanza interdittiva della Prefettura. Un “assalto” che si è concluso con il lancio di pietre, grossi petardi e razzi di segnalazione nautica contro le forze dell’ordine e un principio di incendio nel bosco.

I manifestanti sono arrivati fino alla cancellata metallica che protegge l’accesso all’area del cantiere Tav e dopo aver ammassato legno e altro materiale infiammabile hanno appiccato il fuoco, le cui fiamme hanno raggiunto i quattro metri, tentando poi di sfondare la cancellata metallica con un grande tronco di legno.

Una ventina di attivisti sono stati identificati dalla Digos e verranno denunciati: la maggior parte per non avere rispettato l’ordinanza della Prefettura sul divieto di accesso ai luoghi, altri per accensioni pericolose.

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