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Di Maio rilancia il salario minimo: «Chi lo rallenta pugnala i lavoratori»

La frecciatina del ministro del Lavoro a Salvini
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Se Di Maio e Salvini, almeno ufficialmente, hanno dichiarato una tregua dopo gli scontri degli ultimi giorni, le frecciatine non sono affatto terminate. E, come sempre, il palcoscenico scelto dai due vicepremier è Facebook, dal quale oggi il vicepremier grillino ha rilanciato la proposta del salario minimo, mandando un messaggio a chi, invece, «lo sta rallentando». Senza fare nomi e cognomi, come sempre, ma forse “vendicandosi” del tavolo con i sindacati organizzato da Salvini giorni fa al Viminale, un’invasione di campo che Di Maio non ha perdonato.

E chi blocca il salario minimo, afferma Di Maio, «sta dando una pugnalata ai lavoratori».

«Vi diranno tutti che non si può fare, semplicemente perché non lo vogliono fare, mentre in 22 Paesi europei già è legge da molti anni. Parlano facile certi politicanti con il portafogli gonfio e stipendi da quasi 15 mila euro al mese…Ma noi non ci arrendiamo e vi prometto che presto diventerà legge anche in Italia».

 

Se hai un lavoro, non puoi prendere meno di 9 euro lordi l’ora. Altrimenti non è lavoro, è schiavitù!

Vi diranno tutti che non si può fare, semplicemente perché non lo vogliono fare, mentre in 22 Paesi europei già è legge da molti anni. Parlano facile certi politicanti con il portafogli gonfio e stipendi da quasi 15 mila euro al mese…Ma noi non ci arrendiamo e vi prometto che presto diventerà legge anche in Italia. Si chiama Salario minimo orario: se hai un lavoro, non puoi prendere meno di 9 euro lordi l’ora. Altrimenti non è lavoro, è schiavitù!Questa non è solo una legge del MoVimento 5 Stelle, è molto di più. È una battaglia di tutti, è una battaglia di civiltà!Basta stipendi di 500-600 euro al mese.Guardate il video e FATE GIRARE!

Gepostet von Luigi Di Maio am Sonntag, 21. Juli 2019

 

Per Di Maio, «Se hai un lavoro, non puoi prendere meno di 9 euro lordi l’ora. Altrimenti non è lavoro, è schiavitù – afferma il ministro – Questa non è solo una legge del MoVimento 5 Stelle, è molto di più. È una battaglia di tutti, è una battaglia di civiltà!Basta stipendi di 500-600 euro al mese».

Ma non solo: l’attacco alla Lega e a Salvini diventa frontale quando il vicepremier afferma che «tutti dicono a chiacchiere di essere a favore del lavoro, ma in realtà chi approva questa legge sarà colui che avrà tutelato i diritti dei lavoratori. Chi invece, in questo momento, lo sta rallentando, sta dando una pugnalata a quei lavoratori». E che il riferimento sia all’alleato di governo, che sul salario minimo ha manifestato non poche perplessità, pare chiaro.

 

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