Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Flat tax: 9mila € in più l’anno se ne guadagni 55mila

Così il progetto leghista ma mancano 4 miliardi di risparmi. Si punta a due sole aliquote irpef oltre la no tax area
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Flat tax. Non deve aver impiegato molto tempo Giovanni Tria a spiegare a Matteo Salvini la differenza fra deficit strutturale e deficit nominale.

Il vice premier, magari non sarà un esperto di finanza pubblica, ma ha un fine naso politico. Ha capito al volo che la manovrina nascosta nel Bilancio d’assestamento ed il decreto collegato ( che congela “quota 100” ed il reddito di cittadinanza) gli garantirà per i due terzi la copertura finanziaria della riforma fiscale; impropriamente definita “flat tax”.

Da qui, la fuga in avanti di ieri al ministero dell’Interno. Dove, davanti a 43 sigle sindacali, ha illustrato lo schema che ha in mente. Diventato applicabile proprio grazie alla manovrina contenuta nel Bilancio d’assestamento.

La riforma leghista. Il profilo di riforma fiscale di stampo leghista lo ha anricipato, durante l’incontro al Viminale, Armando Siri.

“Il nostro obiettivo – ha detto l’ex sottosegretario – è la flat tax con un’unica deduzione fiscale che assorbirà tutte le detrazioni. Vogliamo portare al 15% l’aliquota fino a 55.000 euro di reddito familiare. Ci saranno benefici per 20 milioni di famiglie e 40 milioni di contribuenti. Ci sarà un grande impulso ai consumi e risparmi per 3.500 euro per una famiglia monoreddito con un figlio. C’è l’intenzione di portare nelle tasche 12- 13 miliardi di euro’.

Nella sostanza, la Lega punta ad un regime Irpef con due aliquote, oltre la “no tax area”.

I redditi da lavoro dipendente o da pensione non pagano tasse se non si superano gli 8 mila euro ( soglia alzata a 28 mila per gli sportivi); la cosiddetta “no tax area”.

Per i redditi fino a 55 mila euro arriva l’aliquota Irpef al 15%. Al momento, su tali redditi scattano tre aliquote: del 23% sui primi 15 mila euro; del 27% fino a 28 mila euro; del 38% fino a 55 mila euro.

Insomma, oggi chi ha un reddito del genere paga circa 17.220 euro di tasse. Con lo schema della Lega ne pagherebbe 8.250. Con un miglioramento in busta paga di poco inferiore ai 9 mila euro.

Ovviamente, si tratta di calcoli approssimativi: basati esclusivamente sulle scarne informazioni tecniche indicate dalla proposta leghista; anche se, la formula usata da Siri (“un’unica deduzione fiscale che assorbirà tutte le detrazioni”) lascia pensare che il beneficio sarà inferiore ai 700 euro al mese che emergono dal semplice calcolo del nuovo profilo Irpef.

Due aliquote. Ma abbiamo detto che lo schema di Salvini presuppone due aliquote.

Oltre al 15% per i redditi fino a 55 mila euro, verosimilmente viene prevista un’aliquota per chi guadagna di più.

Oggi ci sono due aliquote: al 38% fino a 75 mila ed una al 43% oltre i 75 mila. Si parla di accorpare le due aliquote.

E’ comunque evidente che, indipendentemente la collocazione della nuova aliquota ( forse il 40%), il beneficio fiscale dell’aliquota del 15% finisce per migliorare il potere d’acquisto anche per le fasce più fortunate.

“C’è l’intenzione di portare nelle tasche 12- 13 miliardi di euro’, ha detto Siri. E qui torniamo alla manovrina del Bilancio d’assestamento e del decreto collegato.

I due provvedimenti consentono un miglioramento del deficit strutturale per 8,6 miliardi ( Bruxelles aveva chiesto un intervento da 9 miliardi). Tanto basta per ridurre l’indebitamento del 2020 di pari entità.

Vuol dire che questi 8,6 miliardi entrano nell’andamento tendenziale dei conti pubblici. Cioè, il deficit del prossimo anno parte già con un “- 8,6 miliardi”.

Mancano i fondi. A ben guardare, per introdurre la riforma fiscale salviniana mancano all’appello 4 miliardi o poco più.

Poi andranno sempre recuperati i 23 miliardi per scongiurare gli aumenti dell’Iva; ma questo è un altro discorso che toglie il sonno a Giovanni Tria ( anche perché, personalmente, il ministro dell’Economia sarebbe dell’idea di far scattare un aumento selezionato dell’Iva).

I 4 miliardi che mancano all’appello della “flat tax” sarebbero stati già individuati dalla Ragioneria generale dello Stato attraverso risparmi alla spesa non particolarmente dolorosi.

Per queste ragioni, Salvini ha detto: ‘ Vorremmo che alla riapertura dei lavori parlamentari fosse già in discussione la manovra. Se serve si lavora a luglio e agosto’. Sa per certo che il 60/ 70% degli interventi è stato già individuato.

 

Ultime News

Articoli Correlati