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Furlan: «Ripartiamo dalle periferie del lavoro e dai quartieri degradati»

Martedì prossimo si apre a Roma la conferenza nazionale organizzativa della Cisl
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Furlan. Sarà un appuntamento importante la Conferenza organizzativa nazionale della Cisl in programma a Roma la prossima settimana dal 9 al 11 luglio. Tre giorni di proposte e di confronto e che vedranno “sfilare” sul palco dell’Auditorium Massimo, importanti esponenti del sindacato, delle istituzioni e della società civile, insieme a mille delegati e dirigenti della Cisl provenienti da tutta Italia.

«Due anni fa, il giorno di apertura del nostro congresso nazionale, il Santo Padre, Papa Francesco in una udienza speciale con i delegati della Cisl ci aveva proprio incoraggiato ad occuparci nella nostra quotidiana azione sindacale delle periferie esistenziali, le nuove frontiere della fraternità, dove il disagio è forte e la dignità delle persone è ogni giorno messa in discussione», ha spiegato ieri la segretaria generale della Cisl Annamaria Furlan chiudendo i lavori del consiglio generale della Cisl di Roma Capitale- Rieti che ha eletto all’unanimità Carlo Costantini nuovo segretario generale della struttura capitolina.

Le periferie del lavoro

Al centro dei lavori della Conferenza organizzativa nazionale terrà banco, dunque, il tema del rilancio organizzativo del sindacato di ‘ prossimità’ nelle periferie urbane e del lavoro, ma naturalmente si parlerà anche delle ripercussioni delle trasformazioni tecnologiche sull’occupazione ed altri importanti temi economici e sociali.

Dopo l’intervento di apertura, da parte della Segretaria Generale della Cisl Annamaria Furlan e la relazione del segretario organizzativo, Giorgio Graziani, sono previsti i saluti dei leader nazionali di Cgil e Uil, Maurizio Landini e Carmelo Barbagallo, della sindaca di Roma, Virginia Roma, del presidente della Regione ( nonché segretario del Pd) Nicola Zingaretti, del Presidente della Camera, Roberto Fico, del Presidente della Cei, il Cardinale Gualtiero Bassetti, del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Giancarlo Giorgetti, del Segretario della Ces, Visentini. Un parterre di personalità che non mancherà di far discutere.

Nel programma anche due tavole rotonde, la prima il 9 luglio, cordonata dal direttore de L’Espresso, Marco Damilano, sulle periferie esistenziali, la seconda il 10 luglio, coordinata da Antonio Polito, vice direttore del Corriere della Sera, sulle trasfor-mazioni del mondo del lavoro, a cui parteciperanno esponenti del mondo manageriale ed imprenditoriale, rappresentanti del terzo settore e della società civile. Nel corso della kermesse saranno premiati anche i vincitori del Premio Flavio Cocanari e del premio alla memoria di Pierre Carniti.

L’impegno della Furlan

«Noi pensiamo che il sindacato debba stare nei luoghi dove regna l’emarginazione sociale, il degrado, il lavoro sottopagato, la mancanca di servizi sociali, assistenza, tutele e diritti fondamentali», ha ribadito ieri la stessa Annamaria Furlan. «Significa più impegno contrattuale, formativo e un investimento straordinario per aprire nuove sedi e nuovi servizi dove la povertà sfocia oggi in disperazione.

Lo deve fare un grande sindacato come la Cisl, ma potrebbe diventare anche quel percorso concreto e dal basso verso il sindacato unitario che parte proprio dagli ultimi, per affermare una visione della realtà che metta al centro il valore della persona, della vita, dell’importanza del dialogo sociale, della democrazia come strumento di partecipazione e di riscatto civile». La leader Cisl appare molto determinata a portare avanti questo progetto, in linea con le tesi dell’assemblea organizzativa di quattro anni fa e dell’ultimo congresso confederale, dove il tema della “leadership diffusa” era strettamente legato ad una valorizzazione del ruolo del sindacato nei luoghi di lavoro e nei territori.

La Furlan è molto esplicita: «L’unità del sindacato deve servire anche a questo obiettivo, perché la nostra è la cultura positiva che può combattere la solitudine di tante persone e l’indifferenza della società, fare anche da argine al razzismo, ai fantasmi del passato, alla sfida dei nazionalpopulismi, ad arrestare la visione miope e pericolosa di chi punta alla disgregazione per affermare solo la logica del più forte». L’obiettivo della Cisl è quello di aprire nuove sedi nei quartieri abbandonati della città, dove manca la presenza dello stato, a Roma, Milano, Napoli, Palermo, ed in altre città del nord, del centro e del sud.

«Staremo nei luoghi di lavoro per accrescere e rafforzare la presenza del nostro sindacato, laddove permane il degrado, lo sfruttamento sul lavoro, un capitalismo senza regole, l’esclusione sociale. Una missione sociale ed umanitaria che la Cisl intende portare in coerenza con i nostri valori fondativi e la nostra missione di sindacato di prossimita’, a tutela della persona umana, dei suoi diritti essenziali di cittadinanza, primo fra tutti quello del lavoro».

 

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