Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

L’opposizione turca vuole un referendum anti- Erdogan

Il partito repubblicano Chp annuncia una campagna per cambiare la riforma presienzialista che ha trasformato il Capo dello Stato in un vero sultano. Dopo la vittoria a istanbul un voto che ne limiti i poteri.
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

L’opposizione turca. Chi governa Istanbul governa la Turchia. La profezia di Erdogan rischia di ribaltarglisi contro.

Erdogan sconfitto

Il problema è che a Istanbul dopo 25 anni il presidente ha perso, pur avendo schierato come candidato sindaco un ex primo ministro.

Per ben due volte – e con un vantaggio in crescita – ha vinto le elezioni amministrative il candidato del partito laico di opposizione Ekrem Imamoglou, il quale era praticamente uno sconosciuto pochi mesi fa ed ora è proiettato ad essere l’anti- Erdogan. Anche perché l’Akp, il partito del presidente, ha perso le elezioni amministrative anche ad Ankara e Izmir.

Un nuovo referendum

Un referendum su Erdogan che apre la strada a un altro referendum contro Erdogan.

Perché il partito d’opposizione Chp non vuole lasciarsi sfuggire l’occasione di incunearsi nelle crepe che si stanno aprendo nel governo di Erdogan.

A distanza di 10 giorni dalla vittoria nelle elezioni ad Istanbul, il partito repubblicano Chp vuole rovesciare alcuni dei principi che nel tempo Erdogan ha introdotto per puntellare il proprio potere, consacrato da una discussa riforma presidenzialista.

Uno degli aspetti di quella riforma è che il presidente della Repubblica può nel contempo continuare ad essere il capo del proprio partito politico.

Ora il Chp intende lanciare una nuova proposta di consultazione popolare affinché il presidente torni a rivestire un ruolo super partes.

«Il presidente deve essere imparziale, in caso contrario vengono a mancare le garanzie di cui lo Stato ha bisogno. Il capo di Stato deve essere il grande saggio del Paese, non il leader del proprio partito», ha detto il segretario repubblicano Kemal Kilicdaroglu.

Ripercussioni sulla giustizia

Le prime conseguenze sono destinate, secondo il segretario Chp, a riflettersi sul sistema giudiziario: «Il leader di un partito politico può decidere chi siede nella Corte costituzionale? In questa maniera non si rispetta l’indipendenza del sistema giudiziario . La giustizia deve essere garantita per 82 milioni di cittadini e invece vediamo a processo alcuni intellettuali e persone che non lo meritano», ha detto Kilicdaroglu, riferendosi al processo che vede imputati intellettuali e attivisti che rischiano l’ergastolo per un presunto tentativo di sovversione messo in atto nel 2013, durante le proteste per il parco Gezi di Istanbul.

 

Ultime News

Articoli Correlati