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Carola è libera. Il gip: Ha agito per salvare vite umane

Carola Rackete ha agito per salvare vite in pericolo. Le motivazioni del gip per la scarcerazione. Salvini attacca i magistrati
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Carola è libera. Escluso il reato di resistenza e violenza a nave da guerra, resistenza a pubblico ufficiale giustificata da una “scriminante” legata all’avere agito “all’adempimento di un dovere”, quello di salvare vite umane in mare.

Il gip decide per la libertà

Con queste motivazioni il gip di Agrigento, Alessandra Vella, ha disposto la scarcerazione di Carola Rackete.

La comandante della Sea Watch si trovava da 4 giorni ai domiciliari dopo l’attracco rocambolesco al porto di Lampedusa.

L’esito della vicenda va oltre le previsioni e le richieste dei pm.

Un precedente fondamentale

C’è poi un altro punto che potrebbe diventare materia di giurisprudenza e un precedente fondamentale.

Il gip infatti ha sottolineato come la scelta di Lampedusa in quanto porto di sbarco non sia stata considerata strumentale perché sia la Libia che la Tunisia non rispondono ai criteri di porto sicuro.

Salvini chiede l’espulsione

Appresa la notizia Matteo Salvini ha subito detto che la capitana Carola sarà accompagnata coattamente alla frontiera.

Un decreto di espulsione è stato firmato dal Prefetto di Agrigento che comunque dovrà aspettare la convalida di un magistrato.

Inoltre non potrà essere eseguito fino al 9 luglio quando la comandante tedesca dovrà rispondere ai pm circa il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.

Attacco alla magistratura

Il ministro dell’Interno ha rilasciato le sue dichiarazioni attraverso una consueta diretta Facebook durante la quale ha attaccato pesantemente i magistrati aprendo un nuovo fronte di scontro tra poteri.

«Per la magistratura italiana ignorare le leggi e speronare una motovedetta della Guardia di finanza non sono motivi sufficienti per andare in galera – diceSalvini -. Nessun problema: per la comandante criminale Carola Rackete è pronto un provvedimento per rispedirla nel suo Paese perchè pericolosa per la sicurezza nazionale».

E ancora «tornerà nella sua Germania dove non sarebbero così tolleranti con una italiana che dovesse attentare alla vita di poliziotti tedeschi. L’Italia ha rialzato la testa: siamo orgogliosi di difendere il nostro Paese e di essere diversi da altri leaderini europei che pensano di poterci trattare ancora come una loro colonia. La pacchia è finita».

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