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Terrore a Tunisi. Kamikaze in azione, un morto e dieci feriti

Colpiti un convoglio di polizia e un commissariato. Per il momento non c’è stata nessuna rivendicazione ma i sospetti calano sull’Isis
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Terrore a Tunisi. Nuova fiammata di terrore in Tunisia, nello stesso giorno in cui le autorità sono costrette a smentire le voci sul decesso dell’anziano presidente Essebsi.

Ricoverato per un malore sarebbe in condizioni stabili.

Due attacchi

Un doppio attentato ha colpito nel centro di Tunisi, prendendo di mira in particolare le forze dell’ordine.

I due attacchi in rapida successione hanno provocato la morte di un agente e il ferimento di altre 10 persone, tra cui diversi civili.

La prima esplosione è avvenuta sulla centralissima Avenue Habib Bourguiba, non lontano dall’ambasciata francese.

una jeep bianca con a bordo un kamikaze è saltata in aria vicino a una macchina della polizia di pattuglia che vigilava sulla sede diplomatica.

Un morto

Gli agenti a bordo sono rimasti feriti, insieme a tre passanti. In seguito uno degli agenti è morto per le ferite riportate.

L’esplosione ha provocato il panico, un fuggi fuggi generale, la zona è stata transennata, negozi e uffici chiusi.

Attentati kamikaze

Il governo ha confermato che si è trattato di un ‘ attentato suicida’.

Sono passati appena dieci minuti e non lontano un secondo kamikaze ha preso di mira una sede dell’antiterrorismo vicino al quartiere di al- Qarjani.

Si è fatto esplodere fuori dalla porta sul retro della base: sono rimasti feriti quattro membri delle forze di sicurezza.

Nessuna rivendicazione

Al momento non risulta alcuna rivendicazione degli attentati.

Ma in Tunisia – avviata verso un lento e difficile ma al momento coerente processo democratico – le minacce terroristiche non rappresentano una novità.

Si alternano momenti di tranquillità a periodi ad altissima tensione.

Dopo un periodo di relativa calma, già lo scorso ottobre una donna si è fatta esplodere nel centro della capitale, ferendo 15 persone, tra cui 10 agenti.

Sospetti sull’Isis

Lo stesso Isis è stato presente in forze nel Paese, fortificandosi un alcune zone sudorientali dove in passato si sono svolte vere e proprie battaglie con l’esercito.

Nelle zone remote del Paese vicino al confine con l’Algeria sono operativi gruppi islamisti armati.

Non va dimenticato che la Tunisia confina con la Libia tripolitana, e inevitabilmente può anche risentire delle tensioni all’interno del Paese vicino, oltre ad avere un permeabile se costante cambio di miliziani.

Stato d’emergenza

Non a caso in Tunisia è in vigore lo stato d’emergenza dal 24 novembre 2015, quando proprio l’Isis attaccò un bus della guardia presidenziale con un bilancio di 12 agenti uccisi.

Nello stesso 2015 si era verificato l’attentato al Museo del Bardo a Tunisi, dove persero la vita 24 persone tra cui anche quattro italiani, e l’attacco sulla spiaggia di Susa, con 39 vittime.

Intanto, il 92enne presidente Beji Caid Essebsi è stato ricoverato nell’ospedale militare di Tunisi in ‘ condizioni critiche’ per un grave malore.

Primo presidente democraticamente eletto dopo la caduta di Ben Ali, Essebsi è salito al potere nel 2014. Smentite le voci di una sua morte.

 

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