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Usa, venti candidati Democratici: parte la corsa alle primarie

Nella notte il primo confronto televisivo. favoriti i “vecchi” Biden e Sanders e le senatrici Liz Warren e Kamala Harris. Tra gli outsider il sindaco di New York di Blasio e il texano Beto o’ Rourke
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Usa, venti candidati Democratici. Alla Knight Concert Hall di Miami si è tenuto ieri il primo, dei due dibattiti, tra i 20 candidati Democratici che si sfidano per conquistare il posto di sfidante di Donald Trump alle prossime presidenziali.

Il luogo è significativo dal momento che in Florida Trump possiede la sua residenza, definita la “Casa Bianca d’inverno”.

Proprio da questo Stato è cominciata la sua campagna elettorale.

Il primo scontro televisivo

Ad aprire le danze è stato lo “scontro” tra la senatrice Elizabeth Warren, ex consigliera economica di Obama, vicina a Bernie Sanders, e altri 9 candidati.

Le regole per poter partecipare ai dibattiti prevedevano che si fosse raccolto almeno l’ 1% in tre distinti sondaggi o almeno 65000 dollari di contributi in 20 stati.

La Warren che è accreditata di un 13%, è l’unica in doppia cifra e si è trovata a duellare con due outsider del Partito Democratico: il sindaco di New York, Bill de Blasio e l’ex deputato del Texas Beto o’ Rourke.

La struttura organizzativa Democratica ha reso noto che i gruppi di candidati che partecipano ai dibattiti sono scelti tramite sondaggio.

Entrano in campo i pesi massimi

La Warren è stata fortunata visto che oggi si affronteranno invece i principali favoriti. Il “frontrunner”, Joe Biden, già ex vicepresidente.

Poi l’alfiere della sinistra socialista, l’anziano Bernie Sanders, che tenta di ripetere l’exploit del 2016.

A seguire la senatrice Kamala Harris ed il sindaco dell’Indiana, Pete Buttigieg. Sulla carta non ci dovrebbe essere partita, tutti i sondaggi danno in testa Biden con il 38%, avanti di ben 19 punti su Sanders attualmente al 19%. Più staccati gli altri ( Buttigieg 7%, Harris 6%).

Appuntamento a Detroit

Ma la strada è ancora lunga e le sorprese dietro l’angolo.

Sicuramente l’alto numero di candidati non consegna a Biden un partito coeso, bisogna poi vedere cosa succederà nei prossimi due scontri televisivi, il 30 e 31 luglio a Detroit, nel Michigan.

Lì, nella città operaia dove però i Democratici nel 2016 persero di un soffio consegnando la Casa Bianca a Trump.

L’apparato dei network

La prima tornata in tv è trasmessa da Nbc, Msnbc e Telemundo, la Cnn invece si occuperà di curare la seconda serie di dibattiti.

Le “regole d’ingaggio” assegnano ad ogni candidato un minuto per rispondere a domande e 30 secondi per replicare.

Spazio di 45 secondi per una dichiarazione finale. Si potrà usare carta e penna ma gli appunti sono proibiti.

 

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