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Morì dopo rifiuto chemio, i genitori condannati dicono: «Rifaremmo tutto»

Malata di leucemia fu “curata” col metodo Hamer. Nel corso del processo di ieri, è emerso come Eleonora fino all’ultimo momento fosse convinta che sarebbe guarita con questo metodo.
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«Credo nella giustizia divina, non ho sbagliato nulla, rifarei tutto quello che ho fatto, solo Dio sa quanto ha sofferto mia figlia. Sono profondamente convinta che tutto ha un senso, nulla avviene per caso, e io sono a disposizione della giustizia divina». Lo ha detto Rita Bottaro, mamma di Eleonora, dopo la lettura della sentenza di condanna a due anni, così come il marito Lino, decisa dal tribunale di Padova per la morte della figlia, avvenuta nel 2016. Eleonora Bottaro, si ammalò di una grave forma di leucemia e morì dopo aver deciso di non curarsi. Secondo la ricostruzione dei fatti Lino e Rita Bottaro avrebbero spinto la ragazza, allora minorenne, a seguire i metodi alternativi del sedicente dottor Hamer a base di vitamine e cortisone.

Per il Pm Valeria Sanzari, che indagò la madre e il padre di Eleonora per «omicidio colposo aggravato dalla prevedibilità dell’evento», la ragazza non ebbe mai modo di costruire una propria libertà di scelta delle cure, in quanto sarebbe stata plagiata dai genitori stessi. Nel giudizio di primo grado i due genitori di Eleonora erano stati assolti. Nel corso del processo di ieri, è emerso come Eleonora fino all’ultimo momento fosse convinta che sarebbe guarita con questo metodo. Morí 15 giorni dopo aver compiuto 18 anni, il 29 agosto del 2016.

 

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