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I sovranisti polacchi “tradiscono” Salvini

Jaroslaw Kaczynski, il leader del partito ultraconservatore al governo in Polonia, Diritto e Giustizia ( Pis), ha escluso di unirsi al gruppo Enf di Matteo Salvini e Marine Le Pen al Parlamento europeo per via delle loro posizioni pro- Russia
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Jaroslaw Kaczynski, il leader del partito ultraconservatore al governo in Polonia, Diritto e Giustizia ( Pis), ha escluso di unirsi al gruppo Enf di Matteo Salvini e Marine Le Pen al Parlamento europeo per via delle loro posizioni pro- Russia.

Parlando del leader della Lega e vice premier italiano, Kaczynski – come riporta la Reuters citando la polacca Radio Wnet – ha detto che «c’è un problema: vuole creare un nuovo gruppo con una formazione che non siamo in grado di accettare». Il riferimento, oltre che alla Lega, è al Rassemblement national di Marine Le Pen e all’Afd ( Alternativa per la Germania), il partito dell’ultradestra tedesca. «Non lo possiamo accettare», ha sentenziato il leader del Pis, che annovera il Cremlino tra i suoi nemici. Il Pis, che si batte per i valori cristiani e contro quello che ritiene l’espansionismo russo, ha vinto 26 dei 51 seggi assegnati alla Polonia nel Parlamento europeo. Probabilmente rimarrà nel gruppo dei Conservatori e riformisti Europei. Qualche giorno fa era arrivato anche il no di altre formazioni sovraniste. Salvini infatti sognava un gruppone sovranista da contrapporre al cosiddetto establishment europepo Solo che quel gruppone, per ora, è un miraggio, Farage con i suoi brexiteers non ha chiuso tutte le porte ma non ha neppure scelto di aderire.

Prima di lui la scelta degli esponenti interni al Ppe più vicini al leghista di rompere i ponti con quello che sino a ieri consideravano un prezioso alleato: l’ungherese Orbàn, il bavarese Seehofer, l’austriaco Kurz. Il ministro degli Interni italiano, a Strasburgo, è più che isolato: si trova nella peggiore compagnia immaginabile quanto a posizionamento nella scacchiera della Ue.

Insomma, al vicepremier rischia di venir meno una delle due gambe sulle quali si tiene in piedi la sua politica.

L’idea di un’Italia più libera dagli stringenti vincoli europei si basa infatti su una nuova leadership europea che, nell’idea del leader leghista, sostituisca i blocchi di potere tradizionale: quelli del rigore e dell’austerity.

A questo punto la “fuga” degli eurosovranisti e l’isolamento del vicepremier, lo costringerebbe a cambiare politica.

 

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