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Rimangono in vigore le soglie sui sub- appalti

La Commissione Bilancio riformulerà il testo. I sindacati contrari: «Non è eliminando le regole che si fanno ripartire i cantieri»
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Le soglie in vigore per i subappalti non verranno toccate dal decreto- legge Salva cantieri e la Commissione Bilancio riformulerà il testo sulla sospensione del Codice degli appalti. Maggiore chiarezza sarà possibile solo dopo la conclusione della Commissione (finita dopo la chiusura del nostro quotidiano ndr). eppure la fumata bianca sul decreto- legge Sblocca cantieri è stata confermata dai capogruppo di Lega e 5 Stelle. Le limature, in particolare sulla sospensione – prima in toto, ora solo parziale – del Codice degli appalti fino al 2020, non sono ancora definite.

Tra le certezze, tuttavia, c’è il fatto che la sospensione sarà solo di alcuni punti del codice, in attesa di una nuova definizione delle regole «per liberare da inutile burocrazia le imprese», hanno dichiarato i capigruppo al Senato Massimiliano Romeo e Stefano Patuanelli. Nessun maxiemendamento, come voleva la Lega in un primo momento, dunque, ma un emendamento «ordinamentale» in materia di Codice degli appalti, come ha spiegato il viceministro dell’Economia, Massimo Garavaglia. «Questo testo verrà parzialmente modificato da sub emendamenti» anche questi di carattere ordinamentale, e il testo, ha detto ancora, «lo valutiamo tranquillamente domani ( oggi per chi legge ndr)».

Eppure, se la polemica politica sembra rientrata e anche in assenza di connotati più precisi del dl, le reazioni dei sindacati sono preoccupate. «Non è con l’eliminazione delle regole che si fanno ripartire i cantieri», ha commentato il segretario confederale della Cisl, Andrea Cuccello, spiegando come «Abbiamo più volte detto che il Codice degli appalti possa avere bisogno di qualche aggiustatura ma non certo la sua eliminazione, perché è stato il frutto di un lavoro sinergico per contrastare l’illegalità, la corruzione, l’infiltrazione delle mafie e per garantire i lavoratori nell’applicazione dei contratti».

Dello stesso avviso anche la Uil: «La sospensione parziale del Codice degli Appalti peggiora quello che per noi era già un testo pericoloso e deleterio per il settore costruzioni. Non è possibile affidarsi solo alla normativa europea lasciando un vuoto normativo che finirebbe per generare caos e anarchia in un settore già parecchio esposto a illegalità e criminalità», ha commentato il segretario generale di Feneail Uil, Vito Panzarella. Dello stesso parere anche l’Associazione nazionale costruttori edili: «Temiamo una sospensione del Codice così come è stata indicata in maniera generica. Abbiamo paura del vuoto normativo e pensiamo che in questo momento ci sia bisogno di certezze», ha commentato il presidente Gabriele Buia.

 

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