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Le sentenza dell’Ue: “Dal governo italiano danni all’economia”

La Commissione raccomanda la procedura contro l'Italia
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Per l’Italia è giustificata una procedura per disavanzi eccessivi per il debito. È il contenuto della relazione della Commissione europea con le raccomandazioni economiche specifiche.

Oggi la Commissione europea non sta aprendo una procedura nei confronti dell’Italia. Lo ha detto in conferenza stampa, presentando le raccomandazioni economiche della Commissione europea, il vicepresidente Valdis Dombrovskis. Per l’Italia, «oggi abbiamo pubblicato un rapporto constatando la violazione del parametro del debito per il 2018 e una procedura per deficit eccessivo basata sul debito è giustificata», ha detto Dombrovskis.

«Oggi non stiamo aprendo una procedura per deficit eccessivo: prima gli Stati membri devono esprimere la loro opinione sul rapporto articolo 126.3, il comitato economico e finanziario ha due settimane per formulare il suo parere sulle nostre conclusioni», ha spiegato. «Se esaminiamo l’economia italiana constatiamo che le recenti politiche hanno inflitto danni. Stimiamo che le spese per interesse per l’Italia nel 2018 saranno più elevate di circa 2,2 miliardi di euro se le raffrontiamo alle previsioni di primavera.

Oggi l’Italia paga in interessi sul debito tanto quanto spende per l’intero sistema dell’istruzione. Nel 2018, il debito italiano ha rappresentato un onere medio di 38.400 euro per abitante. Inoltre i costi sugli interessi in media per persona erano circa mille euro», ha aggiunto. «La crescita si è quasi interrotta e questi alti tassi di interessi e il danno alla fiducia hanno aggravato l’impatto di fattori esterni come le tensioni commerciali globali e un rallentamento generale a livello mondiale», ha proseguito. «Nel 2019 e nel 2020 dovrebbe esserci un aumento del debito italiano, che dovrebbe arrivare al 135 per cento, a causa del divario tra i tassi di interesse e la crescita. L’avanzo primario declina e le privatizzazioni non sono state attuate appieno. C’è un modo per arrivare alla ripresa e alla crescita: bisogna rinnovare lo sforzo di riforma e non spendere di più se non ce lo spazio fiscale per poterlo fare», ha concluso.

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