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Gli exit pool e i sondaggi di oggi come le profezie e gli oracoli di ieri

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Paese ben strano. L’unico in Europa, forse nel mondo, si può ipotizzare nell’intera galassia, nel quale è proibita la diffusione dei sondaggi elettorali nelle settimane precedenti al voto. Dato che il termine diffusione è ambiguo ciascuno lo interpreta a modo suo. Innanzitutto è chiaro che i sondaggi si fanno e non sei persona del giro se non hai notizia di quelli più freschi e succosi; ne consegue che ogni politico che si affaccia in tv è legittimato a fare vaghe e mirate allusioni a quanto è di sua conoscenza e che garantirebbe a sé e ai suoi un successo davvero sorprendente. In un paese di giallisti e di scommettitori è stato facile varare una legge che si pone a favore della suspense, che lascia con il fiato sospeso fino alla fine, che permette di piazzare le puntate più assurde nelle mani di allibratori di ogni tipo. Sul coté della profezia avrei invece dei dubbi. Si sa che la gente non sta dietro ai profeti. L’ultimo loro successo conosciuto è quello di Giona a Ninive, ma lui stesso ne è uscito scosso e incredulo, mentre non sembra abbia provato di nuovo a convincere città intere a pentirsi, digiunare e vestirsi di sacco. I profeti hanno un orientamento biblico e noi siamo di cultura classica, preferiamo affidarci agli oracoli, alla Pizia che si agita scomposta in mezzo ai fumi d’incenso pronunciando parole senza senso apparente che i sacerdoti del tempio metteranno in ordine per noi. Si sa che, a differenza dei profeti di solito inascoltati, gli oracoli hanno sempre ragione. C’è il trucco naturalmente, ma noi lo sapevamo da prima e quindi non abbiamo fatto troppo conto sulle loro indicazioni. Molti hanno il piglio di Claudio Pulcro, il console che comandava la flotta romana nella battaglia di Drepana, oggi Trapani, nel 249 a. C. contro i cartaginesi. Gli àuguri imbarcati sulla sua ammiraglia lo consigliavano basandosi sul modo nel quale alcuni polli, non so quanto sacri, beccavano il mangime. Ognuno si arrangia come può. Data la loro inappetenza gli esperti di futuro ammonirono il console a non attaccare battaglia quel giorno. Il fiero comandante della flotta si seccò non poco e disse che se i polli non volevano mangiare li avrebbe fatti almeno bere, e ordinò di gettarli in mare con le loro gabbiette. Poi ingaggiò battaglia con i cartaginesi, che annientarono la flotta romana.

Pare che anche prima del disastro del Trasimeno gli auspici non fossero particolarmente favorevoli.

Il guaio è che con sugli oracoli, le preveggenze e gli auspici si può fare un conto relativo. Solo dopo che i fatti si sono verificati ti spiegano quale ne era il vero significato. Come quando al povero Creso che protestava con i sacerdoti di Apollo a Delfi perché non si era avverato l’oracolo in base al quale “Se avesse attaccato la Persia di Ciro il Grande avrebbe distrutto un grande regno”, fu risposto che invece si era avverato alla perfezione: era lui a non aver capito che il grande regno che sarebbe stato distrutto era il suo e non quello di Ciro. Da un po’ di tempo non solo i sondaggi, ma anche gli exit poll si comportano un po’ come l’oracolo greco. Non è colpa loro intendiamoci. Gli esperti spiegano che il loro lavoro ha bisogno di continuità, di precedenti, di raffronti. Come si fa a predire il futuro se manca il passato?

Qui da noi ogni volta si vota con un sistema diverso e le forze politiche si gonfiano e si sgonfiano come palloncini del tiro a segno, nessun sondaggista ha modo di impiegare in modo corretto i suoi strumenti. Però, se qualcuno chiede un sondaggio occorre pur farglielo. Certo lo avvisano che è relativo, che la gente cambia idea, che non ci si deve fare troppo conto.

Ma si sa come sono i politici. Gli piace credere ai sondaggi favorevoli, li vorrebbero scolpiti sul granito. Come Cameron con il referendum sulla brexit, Renzi sulle modifiche costituzionali, la May sullo scioglimento del parlamento per rafforzare la propria maggioranza ai Comuni. Chissà cosa si saranno detti con i sondaggisti che avevano assicurato loro grandi vittorie. Creso sembra l’abbia presa bene.

Ma per tornare alle cose serie, perché non si provvede a cambiare la legge sui sondaggi preelettorali in Italia? Così, tanto per divertirsi.

 

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