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Scontro sulla Sea Watch, i pm pronti a far sbarcare i migranti. L’altolà di Salvini

La Gdf sequestra la nave della Ong e si prepara a far scendere i 47 migranti. Ma il Viminale: "Non può decidere la magistratura"
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E’ braccio di ferro tra magistratura e viminale sulla sorte della Sea Watch, la nave , la nave umanitaria con 47 migranti a bordo che da ieri staziona davanti al porto di Lampedusa. Dopo che la guardia di finanza è salita a bordo per eseguire il sequestro preventivo della nave con lo sbarco dei migranti, è intervenuto il ministero guidato da Matteo Salvini.  “La magistratura faccia come crede”, hanno fatto sapere dal Viminale “ma il ministero continua e continuerà a negare lo sbarco da quella nave fuorilegge”. Il ministro dell’Interno “si aspetta provvedimenti nei confronti del comandante della nave, dal quale è lecito attendersi indicazioni precise sui presunti scafisti presenti a bordo. Resta un tema fondamentale: la difesa dei confini nazionali e l’ingresso in Italia di un gruppo di sconosciuti dev’essere una decisione dalla politica (espressione della volontà popolare) o di magistrati e Ong straniere?”.

In sostanza, “la vicenda Sea Watch 3 conferma una volta di più l’urgenza di approvare il decreto sicurezza bis già nel Consiglio dei ministri di domani, per rafforzare gli strumenti del governo per combattere i trafficanti di uomini e chi fa affari con loro”.

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