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I medici: «La piccola Noemi ferita come in guerra»

Napoli, condizioni stabili per la bambina ferita durante un agguato. Secondo gli investigatori, vista la dinamica, non si tratterebbe di una modalità camorristica: il sicario avrebbe agito per motivi personali
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Le condizioni di Noemi «sono ancora critiche ma ci auguriamo che possano migliorare», così Massimo Cardone, primario di chirurgia dell’ospedale pediatrico Santobono di Napoli nel quale è ricoverata la bimba di 4 anni ferita da un proiettile nella sparatoria avvenuta venerdì scorso nella zona di piazza Nazionale. «Di positivo – spiega il dottor Cardone – si può dire che la bimba non ha avuto più trasfusioni dopo l’intervento, quindi non ci sono più perdite». L’aspetto che più preoccupa i medici del Santobono «è il quadro polmonare. Ci sono ancora pezzetti piccolissimi di osso che non si sono potuti togliere, e quando abbiamo fatto l’intervento abbiamo trovato qualche pezzo di indumento. In questi casi si possono avere dei rischi per quanto riguarda le infezioni». Nella giornata di ieri sulla bimba è stata eseguita una risonanza che, sottolinea il primario, «ci ha detto che non dovrebbe avere alcun problema al midollo né all’encefalo. Ieri abbiamo eseguito una nuova ecocardio che pure ha dato esito positivo. Non possiamo ancora dire quando scioglieremo la prognosi».

Drammatico il racconto di Giovanni Gaglione, chirurgo pediatrico che definisce una «ferita da guerra», quella riportata dalla piccola Noemi. La pallottola «è entrata dalla spalla destra, ha distrutto la scapola destra e una vertebra e ha attraverso i polmoni», ha spiegato Gaglione.

Sul fronte delle indagini gli inquirenti stanno valutando l’ipotesi che il sicario sia stato spinto da motivi personali. A suscitare dubbi sono le modalità con le quali l’uomo, giunto in piazza in sella a una moto rubata, forse addirittura da solo, ha agito. Da un video sequestrato dalla Polizia di Stato si evince che l’uomo, di grossa stazza, con in testa un casco integrale, sembra non avere particolare dimestichezza con la pistola impugnata. Sembra impacciato, si avvicina moltissimo al suo obiettivo, Salvatore Nurcaro di 31 anni, gli spara da qualche metro. In sostanza, l’atteggiamento tipico che assume un assassino che uccide d’impeto e non quello del freddo killer di camorra. Nurcaro, malgrado sia ritenuto legato a una famiglia camorristica, non è considerato un criminale di ‘ spessore’.

 

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