Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Sisto: «La politica “selezionata” dalle procure»

Il deputato di Forza Italia: «esiste una presunzione di non colpevolezza che è contenuta nella Costituzione. Nessuno dovrebbe essere messo nella condizione di dimettersi per un’iniziativa di un pm»
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Una sorta di «deriva giustizialista» sembrerebbe avere travolto il governo nazionale, soprattutto in quest’ultima fase. Il deputato di Forza Italia Francesco Paolo Sisto traccia questo quadro, dicendosi molto preoccupato «per la tenuta dello stato di diritto», analizzando la riforma della legittima difesa, la proposta di introduzione della castrazione chimica e la gestione del caso Siri.

L’ultimo caso di cronaca, seppure non riferibile alla riforma della legittima difesa, ha rilanciato il dibattito sulla necessità di una modifica così significativa.

Il vero problema è che molto spesso si confondono, come avveniva nella legislazione dell’emergenza, degli accadimenti con l’immediata risposta normativa. Accade un fatto, c’è una spinta emotiva e si pensa subito a modificare le norme non attraverso un ragionamento tecnico sul fatto, ma sull’onda dell’emozione che il fatto provoca. Però, mentre nella legislazione dell’emergenza la lentezza della comunicazione provocava un minimo di riflessione, adesso l’ipervelocità della comunicazione, con la possibilità che le cose cambino in pochissimi secondi, fa in modo che la norma penale viva di due presupposti: uno è l’emotività e l’altro è la ricerca del consenso elettorale sulla reazione. Entrambi gli elementi non migliorano la qualità della produzione legislativa. Nel caso della legittima difesa sussistono entrambi gli elementi. Il legislatore saggio non è colui che cerca il consenso, ma colui che rimane indifferente al consenso. Le perplessità sulla nuova norma che disciplina la legittima difesa le potremo sciogliere soltanto quando la Corte Costituzionale avrà delibato sulle questioni che sono state sollevate. Ricordo anche che il Presidente della Repubblica ha espresso preoccupazioni istituzionali, ma esprime valutazioni giuridiche che vanno nel merito della norma.

Quale il profilo della riforma che la convince di meno?

Indubbiamente il problema del turbamento psichico che ha una sua atecnicità implicita. Gli stati motivi e passionali sono irrilevanti nel nostro sistema e il vizio di mente può essere totale parziale. Il turbamento psichico dovrebbe essere una sorta via di mezzo tra uno stato motivo e passionale esasperato e un minimo di perdita di controllo. Si tratta di una figura, dunque, che suscita più di qualche perplessità di inquadramento in una situazione tipica.

Delle proposte di Salvini sulla possibile introduzione della castrazione chimica cosa pensa invece?

Io sono contrario alla castrazione chimica e sono contrario alle pene corporali perché sono anticostituzionali Il principio di rieducazione contenuto nell’articolo 27 della Costituzione è stato completamente calpestato in questa legislatura, basti pensare alla pena accessoria eterna o alla soppressione della prescrizione sulla ragionevole durata del processo sull’articolo 111 della Costituzione. Direi che gli articoli 27 e 111 della Carta Costituzionale sono stati presi e buttati nel cestino da questo governo. Anche la castrazione chimica viene proposta sulla spinta dell’emotività e della ricerca del consenso. Le pene corporali, però, rimangono lontane anni luce dalla logica del costituente e sono contrarie al principio della rieducazione.

La convince la gestione del caso Siri da parte del governo?

Qualsiasi governo dovrebbe avere come punto di partenza e punto di arrivo i principi della Costituzione, mi pare un presupposto ineliminabile. Questo governo, anomalo, direi da divergenze parallele in cui nessuno disturba l’altro, si è permesso il lusso di sostituire la Costituzione con il contratto: uno scambio inaccettabile. Il caso Siri dovrebbe essere semplicissimo. Esiste una presunzione di non colpevolezza che è contenuta nella Costituzione, per cui nessuno dovrebbe essere messo nella condizione di doversi dimettere per un’iniziativa unilaterale di un Pubblico Ministero, e questo è tutto. Poi c’è la sensibilità politica di ciascuno che può valutare o meno di fare determinate scelte in alcune condizioni. E’ gravissimo, dunque, quello che affermano i Cinque Stelle che, per di più, adottano questo criterio a secondo dei soggetti che vengono interessati. Rimane inaccettabile che un’informazione di garanzia debba rendere un soggetto indegno di ricoprire un ruolo di governo. Mi sembra un’ulteriore barbarie. Ripeto per me il quadro è chiarissimo: Costituzione sotto i piedi in nome dell’emotività e del consenso. Un legislatore penale da dimenticare, tanto che servirebbe un decreto legge per spazzare via tutte queste scelte non degne di un Paese come il nostro.

Durerà secondo lei questo governo?

Quando qualcuno si augura che finisca, dura. Allora mi auguro soltanto che ci sia una sorta di rinsavimento istituzionale e che qualcuno si accorga che il re nudo e che, andando avanti di questo passo, ci allontaniamo a larghe falcate da una democrazia accettabile. Diciamocelo con estrema franchezza: sovranismo, populismo, tutto quello che è “ismo” è patologico. Sono innamorato dei principi fondanti del nostro sistema: norma tipica, tassatività rieducazione, diritto di difesa ragionevole durata del processo, parole che oggi sembrano pronunciate da un marziano.

I contrasti in atto tra Lega e Cinque Stelle li ritiene dunque da campagna elettorale?

Hanno il sapore della campagna elettorale perché in questo modo loro occupano gli spazi di maggioranza e opposizione e mettono completamente fuori tutte le voci diverse da quelle che sono al governo. Questo è ovviamente gravissimo, ma è una furbata la cui evidenza è sotto gli occhi di tutto. Guarda caso: litigano sempre e poi arriva sempre la colomba della pace che si chiami Conte o diversamente non cambia il risultato. E’ un momento difficile soprattutto per chi ha a cuore lo stato di diritto.

 

Ultime News

Articoli Correlati