Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Mille neonati morti di parto nello Yemen in due anni

Il rapporto di “Medici senza frontiere”
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Molte donne con complicanze durante il parto e genitori di bambini malati nello Yemen dilaniato dal conflitto tra ribelli Houti e filosauditi non possono raggiungere in modo sicuro e tempestivo le cure di cui hanno bisogno, spesso con conseguenze letali.

È la drammatica situazione fotografata nell’ultimo rapporto di Medici Senza Frontiere ( Msf) dal paese, devastato da quattro anni di guerra. Il rapporto Msf «Parti complicati, madri e bambini yemeniti muoiono senza cure» delinea l’impatto della guerra su donne incinte, neomamme e bambini sotto i quindici anni – tra le fasce di popolazione più trascurate e vulnerabili in Yemen – secondo quanto osservato dalle équipe mediche di Msf nei governatorati di Taiz e Hajjah. Tra il 2016 e il 2018, 36 donne e 1.529 bambini, di cui 1.018 neonati, sono morti nell’ospedale di Msf a Taiz Houban, nel governatorato di Taiz, e nell’ospedale di Abs, supportato da Msf, nel governatorato di Hajjah.

A Taiz Houban, quasi un terzo dei bambini e neonati erano già deceduti all’arrivo in ospedale. Molti neonati arrivati nelle strutture di Msf erano sottopeso alla nascita o erano nati prematuri a casa o in piccole cliniche private. Le cause più comuni dei decessi, sono la nascita prematura, l’asfissia e la sepsi neonatale. Dopo quattro anni di guerra, le parti in conflitto e i loro alleati internazionali hanno provocato il collasso del sistema sanitario pubblico nel paese, che non riesce a soddisfare i bisogni di 28 milioni di yemeniti.

Non a caso, l’alto numero di decessi di bambini e neonati è in gran parte legato a fattori causati direttamente dal conflitto: la scarsità di strutture sanitarie funzionanti a causa dei bombardamenti, le difficoltà delle persone nel raggiungerle, l’impossibilità di soluzioni alternative.

Molte persone devono attraversare le linee del fronte, passare attraverso terre di nessuno o negoziare il passaggio attraverso più posti di blocco per raggiungere un ospedale ancora funzionante.

 

Ultime News

Articoli Correlati