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Libia, le truppe di Haftar a 50 km da Tripoli

E il premier Conte media con Francia e Stati Uniti
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Nessuna tregua in Libia. Gli uomini del generale Khalifa Haftar hanno compiuto un’incursione aerea contro un complesso di forze fedeli al governo libico di concordia nazionale vicino ad Ain Zara, a sud-ovest di Tripoli. Lo riferiscono i media locali, spiegando che nei raid è stata colpita anche una scuola elementare, oggi chiusa. Sfondato il fronte sud, le forze del generale hanno quindi conquistato la città di el-Azizia, a circa 50 chilometri dalla capitale.

Gli aerei dell’esercito nazionale libico hanno poi colpito la base militare di Rahbet Al-Deroua nella zona di Tajoura, a est di Tripoli. Lo riferisce Libya Observer. Nella base è di stanza il 33esimo Reggimento Fanteria guidato da Bashir Khalafullah al-Maqni.Le forze vicine al Governo libico di concordia nazionale hanno intanto annunciato l’arresto di diversi uomini fedeli al generale Haftar nella città di Zwara, a ovest di Tripoli.Intanto, il presidente della Camera dei Rappresentanti libica, il Parlamento di Tobruk, Aguila Saleh, ha rivolto un appello alla popolazione, chiedendo sostegno alle forze del generale Haftar. Nella prima sessione del Parlamento a Bengasi, Saleh ha quindi chiesto di ”sostenere l’operazione per liberare Tripoli per tutelare l’unità del territorio libico”. Le elezioni in Libia – ha quindi dichiarato – si terranno dopo che le forze del generale ”libereranno” la capitale Tripoli.”Terremo elezioni dopo che l’esercito nazionale libico avrà liberato Tripoli”, ha detto Saleh in apertura della prima riunione del Parlamento. Saleh ha chiesto alla comunità internazionale di revocare l’embargo sulle armi imposto all’esercito libico.

CONTE – “Pur dialogando con tutti, sosteniamo l’azione delle Nazioni Unite”, ha intanto detto a Bari il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, a proposito della crisi libica. “Riteniamo che tutti gli attori stranieri, cioè gli esponenti della comunità internazionale – ha aggiunto – debbano lavorare tutti insieme per non consentire che le divisioni sul territorio libico, tra gli attori libici, si possano riprodurre e amplificare nell’ambito della comunità internazionale”.

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