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Il rapporto Agcom: nel 2018 livello massimo di fake news dopo le politiche

Il volume di disinformazione online ha raggiunto il livello massimo in corrispondenza delle elezioni politiche del 4 marzo e della successiva formazione del nuovo governo. In media, la disinformazione ha interessato l’8% dei contenuti informativi online, in particolare per quanto riguarda argomenti di cronaca e politica e notizie di carattere scientifico
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«Nel 2018, il volume di disinformazione online ha raggiunto il livello massimo in corrispondenza delle elezioni politiche del 4 marzo e della successiva formazione del nuovo governo». È un dato chiaro quello fornito dall’Osservatorio sulla disinformazione online pubblicato ieri sul sito dell’Agcom. Un documento di 14 pagine che sintetizza il livello di disinformazione nel Paese che, in media, ha interessato l’8 per cento dei contenuti informativi online prodotti mensilmente lo scorso anno e ha riguardato soprattutto argomenti di cronaca e politica (nel 53% dei casi) e notizie di carattere scientifico (18% dei contenuti di disinformazione).

«Il sistema nazionale – si legge nel report – soffre la presenza di un volume di disinformazione che: sembra essersi assestato su un valore mediamente più alto rispetto agli anni passati e ha raggiunto il livello massimo durante l’ultimo ciclo politico, in corrispondenza delle elezioni politiche del 4 marzo 2018 e della formazione del nuovo governo».

L’analisi delle notizie più in voga nel 2018 ha dimostrato la prevalenza di contenuti riconducibili a fatti di cronaca (che rappresentano un quarto del totale) e una copertura delle cosiddette hard news (cronaca, politica ed esteri) che nel complesso raggiunge il 41 per cento. Inoltre, ampio spazio è stato attribuito anche alle notizie sportive (16%), di cultura (14%) e spettacolo (11%).

La disinformazione, invece, ha visto preponderanti i contenuti sulle materie più rilevanti sotto il profilo del pluralismo, quali cronaca e politica, congiuntamente pari al 53%, la scarsa trattazione di notizie di sport (2%), più facilmente verificabili dai cittadini e, dunque, meno adatte ad essere oggetto di falsificazione.

Dall’analisi testuale dei contenuti dei siti di disinformazione si evince che gli argomenti specifici più trattati durante il periodo elettorale riguardano notizie su politica e affari di governo, diritti della persona, questioni economiche, salute e ambiente, famiglia e fede, cronaca nera e giudiziaria, esteri, scienza, immigrazione.

L’iniziativa, che si inserisce tra le attività promosse da Agcom per l’individuazione e il contrasto dei fenomeni di disinformazione frutto di strategie mirate, avvia la sperimentazione di un sistema di monitoraggio in concomitanza del periodo che precede le prossime elezioni europee. Secondo l’analisi, già nel secondo semestre del 2018 si è registrato un incremento dell’attenzione riservata dai siti di disinformazione alla prossima campagna elettorale.

È l’immigrazione l’argomento indicato più frequentemente da commessi, insegnanti, impiegati, commercianti, artigiani, lavoratori autonomi, studenti, casalinghe e pensionati, mentre la situazione economica del Paese è il tema più rilevante per i cittadini che svolgono professioni più remunerative, ossia dirigenti, quadri, funzionari, e imprenditori. L’immigrazione, in particolare, riguarda un quarto dei contenuti di disinformazione sui temi di rilevanza europea, laddove la corrispondente quota per l’informazione si ferma al 9%.

La disoccupazione, infine, è il tema più avvertito non solo da chi attualmente non ha un’occupazione, ma anche dagli operai e dai liberi professionisti.

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