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Caso Antitrust, i due pareri di Palazzo dei Marescialli

Interpellati dalla terza Commissione sull’eleggibilità del nuovo presidente dell’Authority, i tecnici sarebbero orientati a offrire diverse possibili interpretazioni dei limiti relativi agli incarichi fuori ruolo
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Saranno probabilmente due, uno a favore ed uno contro, i pareri dell’Ufficio studi del Consiglio superiore della magistratura sulla possibilità di autorizzare il fuori ruolo per Roberto Rustichelli, presidente designato dell’Antitrust.

La nomina del successore di Giovanni Pitruzzella, avvenuta su indicazione dei presidenti di Senato e Camera, è bloccata a Palazzo dei Marescialli dallo scorso dicembre. Il Csm non ha ancora dato il via libera al giudice napoletano per “colpa” della legge Severino.

Rustichelli ha infatti già superato i dieci anni di fuori ruolo, tetto stabilito dall’ex ministro della Giustizia.

Per evitare che Rustichelli debba lasciare la magistratura per ricoprire l’incarico di vertice dell’Antitrust, la Terza Commissione del Consiglio superiore, competente ad autorizzare gli incarichi fuori ruolo, ha sollecitato nelle scorse settimane proprio l’Ufficio studi affinché individui una soluzione che eviti al magistrato napoletano di dover abbandonare per sempre la toga..

Uno di questi pareri, quello a favore, avrebbe mutuato la decisione di Palazzo Spada nei confronti di Luigi Carbone, attuale capo di gabinetto del ministero dell’Economia: decisione con la quale alcuni degli incarichi svolti in precedenza dal consigliere di Stato erano stati considerati di tipo “elettivo”, quindi non conteggiabili nei dieci anni previsti dalla Severino.

Rustichelli è stato fuori ruolo da 2001 al 2013. Fra gli incarichi svolti, quelli di vice capo gabinetto del ministro delle Attività produttive, membro del Comitato nazionale per la lotta contro le frodi comunitarie ( Colaf), della Commissione per la predisposizione del regolamento sull’Alto commissario anticorruzione, e della Commissione di studio sull’azione collettiva ( class action) nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Un altro problema da risolvere riguarda il fatto che la legge istitutiva dell’Antitrust prevede che i magistrati scelti per far parte dell’Authority debbano provenire dai ranghi del Consiglio di Stato, della Corte dei Conti e della Corte di Cassazione.

Sul punto il Csm sarebbe però orientato su una interpretazione di tipo estensivo. Come spesso accade nelle votazione, tralasciando i pareri, entreranno in gioco anche dinamiche riconucibili alle divisioni associative. Da quanto si apprende, il gruppo di Area, che riunisce le toghe progressiste, sarebbe contrario ad autorizzare il fuori ruolo di Rustichelli. Possibilisti invece i moderati di Magistratura indipendente. L’ago della bilancia potrebbe essere rappresentato quindi dai centristi di Unicost.

 

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