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Caso Peveri e legittima difesa: la battaglia a parti invertite tra governo e magistrati

Salvini contesta i magistrati e l'Anm contesta Salvini: chi ha ragione: nessuno dei due
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Infuria la polemica tra l’Anm, cioè l’associazione magistrati, e il governo.Succede spesso e da diversi anni. Le novità sono due. La prima è che in genere in queste contese vincono i magistrati. Stavolta mi sa che vince il governo.La seconda è che siamo abituati a vedere il governo su posizioni più garantiste e i magistrati, come è logico, su posizioni più giustizialiste. Stavolta succede il contrario.La materia del contendere è la legittima difesa. I due principali contendenti sono il capo dell’Anm Francesco Minisci e il ministro dell’Interno Matteo Salvini. Gli spunti per questo nuovo scontro sono il rinvio della discussione sulla nuova legge sulla legittima difesa ( legge voluta principalmente dalla Lega) e il caso di Angelo Peveri, l’imprenditore condannato per aver sparato a un ladro di benzina.

La battaglia tra governo e magistrati è stata animata da dichiarazioni incrociate vicendevolmente polemiche proprio di Minisci e Salvini. L’impressione, così ad occhio, è che abbiano torto entrambi.Facciamo un riassunto di tutta la vicenda. Inizia con la decisione della Cassazione di confermare la condanna a quattro anni e sei mesi di carcere per un imprenditore di Piacenza colpevole di avere sparato a un ladro dopo averlo catturato. I fatti risalgono a otto anni fa. Angelo Peveri ha un cantiere sul fiume Tidone, a qualche chilometro dal capoluogo. Quella notte si accorge che tre ladri stanno rubando il gasolio da alcuni suoi trattori. Interviene armato di fucile, insieme ad un suo dipendente, spara tre colpi in aria che mettono in fuga i ladri, poi li insegue fino al greto del fiume e riesce a prendere e immobilizzare uno dei tre. Lo fa inginocchiare, gli afferra la testa e la sbatte più volte contro il terreno di ghiaia, poi gli spara un colpo di fucile al petto, da circa un metro, e lo ferisce gravemente. Subito dopo chiama l’ambulanza. Il ladro ferito, che si chiama Yukon Dorel, viene operato e salvato, ma perde una parte del polmone ed è dichiarato invalido al 55 per cento. Peveri va a processo per tentato omicidio. Lui si difende sostenendo che il colpo è partito accidentalmente. I giudici non gli credono e lo condannano al minimo della pena riconoscendogli anche tutte le attenuanti. Ma il minimo della pena, attenuanti comprese, è quattro anni e mezzo e Peveri deve entrare in carcere.A questo punto scoppiano le polemiche. Perché il ministro dell’Interno lo va a trovare, dichiara che secondo lui in carcere non doveva andarci, contesta la pena che gli è stata inflitta, annuncia che forse – chiederà la grazia a Mattarella. E spiega che con la nuova legge sulla legittima difesa tutto ciò non succederà più e chi si difende non potrà essere processato. Poi però annuncia anche il rinvio della discussione sulla legittima difesa ( deciso forse per dare un po’ di fiato all’alleato Di Maio che non vede questa legge tanto di buon occhio). L’associazione magistrati reagisce immediatamente polemizzando con Salvini.Minisci spiega che la vicenda Peveri con la legittima difesa non c’entra niente, perché l’imprenditore non si è difeso da nulla ma ha solo punito un ladro, e spiega che le pene le decidono i magistrati e non i ministri dell’Interno, e poi si dichiara soddisfatto del rinvio della nuova legge sulla legittima difesa ( che non piace ai magistrati) e aggiunge: “Spero che sia un rinvio sine die”.Salvini a questo punto torna a polemizzare spiegando che i magistrati non decidono loro se e quando si fanno le leggi e che se vogliono decidere le leggi devono candidarsi alle elezioni ( argomento, non infondato, usato già più volte dal capo della Lega).Chi ha ragione? Ripeto: credo nessuno dei due. Salvini ovviamente ha torto quando si dichiara solidale con una persona che è stata condannata per aver “fucilato” unpovero ladruncolo di benzina che non stava mettendo in pericolo la sicurezza di nessuno e che non aveva più nemmeno la possibilità di continuare il furto. E’ chiaro che un ministro che fa così si espone a critiche molto severe. Sostenere che non si fa niente di male a prendereun fucile e sparare aun ladro imbelle e che sta in ginocchio immobilizzato è una idiozia totale, evidente, ed è anche abbastanza grave.Ha torto anche Minisci quando dice che spera che la legge sia rinviatasine die. Vi dirò che anch’io ho questa speranza, ma non sono un magistrato né il capo dell’Anm. Penso che quella legge sia una pessima legge ma che tocchi al Parlamento decidere se va approvata o no, e non certo ai magistrati. I magistrati la devono smettere di voler influire nel percorso legislativo. Minisci ha sbagliato.Dopodiché si pone la questione del signor Peveri. Per me si è comportato malissimo. Spero ardentemente che davvero quel colpo di fucile gli sia partito per errore. Spero che i magistrati si siano sbagliati a immaginare un tentativo di omicidio. Il reato però resta, comunque, ed è un reato grave. Tuttavia, dal momento nel quale Peveri è entrato in prigione io mi sento dalla sua parte e – come per tutti i detenuti – mi auguro che possa uscire il più presto possibile. Che possa usufruire degli sconti di pena e delle misure alternative. Io penso che molto spesso il carcere sia una punizione eccessiva, e che quasi sempre sia controproducente. Se il governo del quale Salvini è vicepremier non avesse bloccato la riforma carceraria varata dal governo precedente ( che pure era una riforma molto, molto prudente), Peveri avrebbe parecchie possibilità in più di uscire abbastanza presto. La nuova politica rigorosa e giustizialista decisa dal nuovo governo rende la sua situazione molto più difficile.Per aiutare Peveri però non serve a niente dire cose davvero assurde, come “ha fatto bene a sparargli”. E’ molto più saggio l’atteggiamento di sua figlia, che in Tv ha rilasciato dichiarazioni miti e ragionevoli, giurando che sua padre ha commesso solo uno sbaglio e che mai più lo rifarebbe e che mai più lo rifarà e che assolutamente non voleva sparare né tantomeno uccidere. C’è un abisso tra le parole della figlia di Peveri e le parole di Salvini. La speranza è che lo stesso Salvini si accorga di avere detto cose non sensate e che scelga posizioni più moderate e più compatibili con la Costituzione e con il buonsenso, anche quando la sua legge sulla legittima difesa andrà in aula.

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