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“Io, Boskov e quel ragazzino fenomeno che si chiamava Totti…”

Mihajlovic si commuove e ricorda il giorno in cui fece esordire il numero 10 della Roma
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“Fui io a chiedere a Boskov di far entrare Totti in campo”. Ospite di ’Rabona”, Sinisa Mihajlovic ha ripercorso le tappe principali della sua carriera in campo, dagli esordi nel Vojvodina e nella Stella Rossa ai successi ottenuti in Italia in serie A, non senza qualche lacrima versata quando ha ricordato il maestro e amico Boskov. L’ex calciatore serbo, ha anche svelato la tecnica utilizzata per andare a rete: «Calciavo le punizioni in tutti i modi ma prendevo sempre la stessa rincorsa, in modo che il portiere non potesse sapere che tiro avrei fatto, e poi lo guardavo fino all’ultimo passo, cosa che non facevo per i rigori».

E ha proseguito scherzando «con i miei giocatori dico che ho sbagliato più rigori che punizioni. Ho giocato a calcio solo perchè ci sono le punizioni, altrimenti avrei preferito la pallacanestro».

Ricordando l’amico Vujadin Boskov, Mihajlovic non è riuscito a trattenere la commozione: «Era molto intelligente. Tu pensavi che facesse ciò che gli dicevi, invece faceva ciò che diceva lui». Nel 1993 fu il calciatore serbo, allora alla Roma, a suggerire a Boskov di fare esordire Francesco Totti nel massimo campionato: «Portiamo questo ragazzino con noi – ha ricordato – è bravo, se ci va bene lo facciamo esordire. Vincevamo 2-0 mancavano 15 minuti alla fine, mi avvicinai alla panchina e chiesi al mister di metterlo dentro». Sul suo futuro da allenatore Mihajlovic ha detto di essere in attesa di una squadra: «Ho rifiutato diverse proposte in Italia perchè voglio andare all’estero, sono qui dal 1992 e voglio provare a fare un’esperienza all’estero».

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