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«Difese il terrorista, non venga qui». Così Pennac si è fermato a Empoli

Firme contro la presenza dello scrittore a una festa del libro
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Vade retro Pennac. Lo grida compatta l’opposizione al Comune di Empoli. Movimento cinquestelle e centrodestra, una volta tanto uniti. Non vogliono lo scrittore. E così, se siamo abituati alla letteraria metafora del Cristo che si è fermato a Eboli, dovremo acconciarci anche al fatto che Pennac si è fermato a Empoli. O un po’ più su.

Sono giorni difficili. Anche nel senso che attorno al caso di Cesare Battisti si è scritta una nuova geografia delle appartenenze. O di qua o di là. E se stai di là, cioè non sei d’accordo con la trasfor-mazione del terrorista in un trofeo, non puoi discutere. Anzi, non puoi varcare neppure le porte della città. Sia nel senso, sempre letterario e metaforico, della comunità dei giusti, sia nel senso della città di Empoli, che, per mano della sua sindaca, la pd Brenda Barnini, aveva invitato il 74enne scrittore francese. Ora per carità, l’Italia ha sempre un fascino irresistibile e ci si viene volentieri. Però non è che capiti tutti i giorni che un festival della lettura per bambini ( il titolo dell’happening è “Leggenda”) possa mettere in cartellone l’intervento di uno dei pochi scrittori di fama mondiale che siano conosciuti anche per aver dedicato alcune opere ai più piccoli. Nel caso di Pennac, almeno due romanzi che campeggiano sulle mensole delle camerette di quasi tutti i figli del ceto medio occidentale: L’Occhio del lupo e

Abbaiare stanca. E non basta però. Perché l’autore nato a Casablanca e noto anche per un decalogo del lettore che è un liberatorio invito all’anarchia manca di un requisito indispensabile, senza il quale gli altri diventano insulsaggini: non ha rinnegato la firma in calce a un appello del 2004 contro l’estradizione di Battisti. Iniziativa probabilmente discutibile, che fu promossa da un’altra scrittrice, Fred Vargas, e che mise d’accordo tra gli altri Bernard Henry- Lèvi, Bernard Kouchner e appunto il nostro empolese mancato.

Senza l’abiura niente “Leggenda”. Niente. Se ne faccia una ragione l’incauta sindaca Barnini. «O l’intellettuale si ricrede o come centrodestra ci opporremo alla sua presenza», avverte Andrea Poggianti, capogruppo del centrodestra in Consiglio comunale. Non sono in programma barricate coi cassonetti, per carità. Ci si limita a una raccolta firme, annunciata dai cinquestelle: «Non è concepibile avere empatia per un assassino», è il principio. Nulla di cruento, dunque. Legittime opinioni e legittimo dissenso. E infatti l’unica vera incompiuta di quest’altra mini variante del caso Battisti riguarda il senso delle proporzioni: si può dividere il mondo con un unico Grand Canyon solcato dallo sbarco di Battisti a Ciampino? Possibile che non si possa parlare ma solo iscriversi a una delle due squadre, come si faceva nelle partite di pallone da piccoli?

 

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