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«Nelle Costituzioni si affermi la libertà dell’avvocato »

Lo chiede il documento dei Magistrati europei per la democrazia e la libertà
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Una posizione di grande significato anche rispetto alla proposta, messa a punto dal Cnf, di vedere esplicitamente affermata nella nostra Carta l’autonomia e la libertà dell’avvocato. Se ne occuperà il Congresso forense di Catania, in programma dal 4 al 6 ottobre prossmi. In quella occasione, si esprimerà sulla proposta dell’avvocatura italiana anche il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. Ma ora la discussione è arricchita, in maniera forse decisiva, dalla dichiarazione congiunta di Aed e Medel.

Quest’ultima ha come vicepresidente la segretaria di Magistratura democratica Mariarosaria Guglielmi. Che ha avuto una parte assai significativa nell’elaborazione delle tesi poi inserite nella dichiarazione congiunta firmata con gli Avvocati europei democratici, e che a proposito di quel documento propone la riflessione riportata di seguito.

“Nella diversità di ruoli e di funzioni, magistrati e avvocati, come attori della giurisdizione, promuovono valori comuni e la difesa di tali valori nell’attuale preoccupante contesto nel quale si moltiplicano e si diffondono gli attacchi allo Stato di diritto. Avvocati e magistrati condividono l’impegno per l’indipendenza dei sistemi giudiziari, come diritto fondamentale dei cittadini, che richiede avvocati liberi e giudici e pubblici ministeri indipendenti; per il rispetto dei principi e delle garanzie del giusto processo quale condizione per la tutela effettiva delle libertà e dei diritti fondamentali; per la libertà di stampa e la trasparenza delle decisioni giudiziarie che richiede un’assunzione di responsabilità da parte di tutti coloro che concorrono ad una informazione giudiziaria corretta nell’interesse della collettività.

Non può esservi imparzialità autentica del giudice se questi non ha di fronte a sé liberi avvocati; non può esservi garanzia dei diritti fondamentali senza garanzia di una effettiva Di fronte agli attacchi portati allo Stato di diritto con la grave limitazione delle libertà e dei diritti degli avvocati e il diffondersi di allarmanti fenomeni di violenza nei loro confronti, Medel e Aed chiedono che si apra un confronto affinché il ruolo dell’Avvocato e il diritto di difesa siano previsti in tutte le Costituzioni: l’indipendenza degli avvocati non si riduce agli aspetti di deontologia professionale ma è una componente dello Stato di diritto, come riconosciuto dalla Raccomandazione del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa sulla libertà di esercizio della professione di avvocato ( 2000) 21, finalizzata a «promuovere la libertà di esercizio della professione di avvocato al fine di rafforzare lo Stato di diritto, al quale partecipa l’avvocato, in particolare nel ruolo di difensore delle libertà individuali.

Medel e Aed auspicano che sia approvata la Convenzione Europea sulla professione dell’avvocato, oggetto della Raccomandazione adottata nel 2018 dall’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, per rendere effettivi i principi della Raccomandazione ( 2000) 21 mediante un meccanismo di allerta e di tutela in tutti i casi di minaccia alla sicurezza e all’indipendenza degli avvocati, alla libertà di esercizio della loro attività e al ruolo essenziale che svolgono nella difesa dei diritti e delle libertà di difesa individuali”

 

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