Il Dubbio di oggi

Il Dubbio del lunedì

Evangelici e Ong uniti per difendere i migranti

La Federazione delle chiese evangeliche apre una collaborazione con l’organizzazione Open Arms per soccorrere i rifugiati nel Mediterraneo
Share on facebook
Share on twitter
Share on linkedin

Mentre il nuovo governo giallo-verde ha tra i suoi punti principali la riforma, in senso restrittivo, del diritto d’asilo, e una stretta sull’immigrazione, il mondo delle ong e quello religioso uniscono le forze. E’ il caso della Federazione delle chiese evangeliche che ha stretto una collaborazione con l’organizzazione Open Arms per quanto riguarda i soccorsi ai migranti nel mediterraneo.

Il progetto è stato illustrato nel corso di una conferenza stampa, giovedì 24 maggio, proprio a due passi da Montecitorio.Paolo Naso, coordinatore del progetto Mediterranean Hope spiega bene di cosa si tratta e quali ne sono stati i principi ispiratori: «Non potevamo esimerci da questo dovere umanitario, alla base di quello in cui noi crediamo cìoè che bisogna aiutare il prossimo, in questi anni abbiamo fatto molto per i migranti, abbiamo realizzato un progetto che si chiama Mediterranean Hope, insieme la comunità di sant’Egidio abbiamo istituito dei corridoi umanitari, una buona pratica per portare in Italia legalmente e in sicurezza almeno 1200 richiedenti asilo tutti con storie di torture e persecuzioni alle spalle».

Purtroppo però «ogni anno continuano a morire nel mediterraneo circa 3000 persone, è un peso che la nostra coscienza non può sopportar. Abbiamo visto dei samaritani navigare in questo mare e abbiamo ritenuto che fosse nostro dovere sostenerli». Il dovere della solidarietà dunque, una pratica che negli ultimi anni si è scontrata con difficoltà sempre crescenti. Le politiche messe in piedi anche dai precedenti governi non hanno reso facile il lavoro dei soccorritori e il concetto stesso di “aiuto” sembra essere messo in discussione.

Quello che succede realmente lo racconta Riccardo gatti di Proactiva Open Arms: «Abbiamo visto come ci sia stata questa escalation di violenza nei confronti delle ong o di singoli per cui si crea questo reato di solidarietà o di soccorso. Perciò continueremo a fare quello che dobbiamo per obblighi normativi ma anche etici e morali e sempre nel rispetto delle leggi». L’apparato assistenziale delle chiese evangeliche  o della chiesa cattolica, ha consentito all’Italia di far fronte in maniera fino ad ora gestibile al problema  dell’accoglienza.

Chi si trova in prima linea dunque spera che, chiusa la campagna elettorale, sia interesse di tutti porsi il problema pragmaticamente. Chiedersi cosa serve realmente . Inoltre, ed è il messaggio lanciato al nuovo esecutivo, «la materia dell’asilo è questione internazionale  e vincolata a dei trattati difficili da superare con uno slogan». Nel mediterraneo però i salvataggi e gli scontri con la guardia costiera libica si susseguono ogni giorno, come ricorda Gatti «proprio adesso nel mediterraneo ci sono dei soccorsi. Noi ultimamente abbiamo avuto problemi che ci hanno un po’ fermato, quindi anche se è difficile andare avanti abbiamo l’appoggio di volontario e volontarie e finanziamenti che ci arrivano dalla società civile. Questo è un appoggio di primo livello».Ormai siamo abituati a trovare degli ostacoli che non sono quelli che troviamo in mare – continua Gatti -, ma che non dovrebbero esserci perché stiamo cercando di aiutare chi si trova in rischio di vita. Perciò non siamo molto fiduciosi che questi ostacoli spariscano ma anzi che possano aumentare».

Ultime News

Articoli Correlati