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Quando McArthur voleva colpire la penisola con cinquanta atomiche

Settant'anni di alta tensione
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La penisola coreana è separata in due entità distinte da settant’anni; territorio dell’Impero del Giappone dal 1910, fu persa dai giapponesi dopo la Seconda guerra mondiale, e da quel momento in poi diventa, proprio come accade a Berlino, il “muro” della Guerra Fredda in Asia.

Nel15 agosto 1945 l’area viene occupata dalle forze sovietiche e statunitensi, che nella logica di spartizione territoriale della Guerra Fredda assunsero il controllo rispettivamente della parte settentrionale e di quella meridionale. 15 agosto 1948: nasce, a sud del 38 parallelo, la Repubblica di Corea, con capitale Seoul, mentre tre settimane più tardi, il 9 settembre, con l’aiuto dei sovietici, sorse la Repubblica Democratica Popolare di Corea, con capitale Pyongyang.

Nessuno dei due Stati riconosceva l’altro ed entrambi i governi dichiaravano la loro autorità sull’intera penisola. Giugno 1950: l’allora leader della Corea del Nord Kim Il Sung ordina alle sue truppe di attraversare il 38 parallelo per conquistare il sud: Seul veiene occupata. si rompono gli equilibri e Washington si mette a capo di una coalizione multilaterale sotto l’egida delle Nazioni Unite per respingere gli invasori dal Nord. È il momento più critico, in cui il mondo sfiora un catastrofico conflitto mondiale: il comandante in capo delle truppe americane, generale Douglas McArthur vuole chiudere la partita in fretta e propone un uso massiccio di bombe atomiche, crica cinquanta, con cui voleva chiudere la partita «in dieci giorni» con una sorta di “d- day nucleare” rendendo la pensiola inabitabile per un secolo e mezzo.

Fortunatamente questa apocalittica prospettiva ( con i bombardieri sovietici e cinesi pronti a intervenire dalla Manciuria) venne scongiurata dall’intervento del presidente Truman che nell’aprile del 2011 licenzia in tronco McArthur per sostituirlo con il più temperato e affidabile generale Ridgway.

Proseguendo con la guerra convenzionale le forze alleate riuscirono comunque a riconquistare Seoul. Con l’aiuto dei soldati cinesi, Kim riconquistò a sua volta Pyongyang e respinse le Nazioni Unite nella metà meridionale della penisola, tutto sul filo del 38esimo parallelo. Nel luglio 1953 viene siglato armistizio, ma tra le due Coree rimane un sostanziale stato di guerra che si è protratto fino alla stretta di mano di ieri.

 

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