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Niente numero legale, lo Ius soli affonda

Esulta il leghista Calderoli, felicissimo di aver negato la cittadinanza ai bambini figli di migranti: "Per me è una grande vittoria"
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Stop all’esame del ddl sullo ius soli al Senato per mancanza del numero legale. L’Aula di Palazzo Madama dopo l’ok alla manovra ha iniziato la discussione sul provvedimento con l’esame delle pregiudiziali di costituzionalità. Ma, su richiesta del senatore Roberto Calderoli, il presidente Pietro Grasso ha proceduto alla verifica del numero legale dei presenti in Aula: numero che mancava.

Esulta il leghista Roberto Calderoli, soddisfattissimo di aver negato la cittadinanza italiana ai bambini figli di migranti: “Lo Ius soli è definitamente naufragato. Colpito e affondato. Morto e sepolto. Per me è una grande vittoria, perché sono stato io in questi due anni e mezzo, con le mie decine di migliaia di emendamenti, a bloccare in commissione e poi in Aula questa assurda e inutile proposta di legge che serviva solo a regalare un milione di nuovi voti al Pd. E ora tutti quelli che a sinistra fingevano di digiunare per lo Ius soli, saltando il pranzo ma non la cena, possono anche tornare a mangiare, anche se temo che il panettone stavolta gli andrà di traverso”.

“Sullo Ius soli è mancato il numero legale. Noi di Liberi e Uguali c’eravamo”,  scrive invece su twitter il senatore di Leu, Miguel Gotor, che aggiunge: “Al Pd mancavano una trentina di voti e cosi facendo hanno propinato il loro cinico e ipocrita Ius sola”.

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