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Rigoli: «Polemiche strumentali, l’Ordine di Verona non fa politica e dà voce a tutti»

Il presidente: «Noi abbiamo riconosciuto un credito formativo a un evento, non abbiamo dato il patrocinio a nulla»
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«Una querelle che non sta nè in cielo nè in terra”. Alessandro Rigoli, presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Verona è alle prese da giorni con la polemica per l’accreditamento di un evento formativo organizzato dall’associazione “Fortezza Europa”, tacciata di ispirazione neofascista.

Presidente, come mai avete accreditato l’evento?

L’evento formativo accreditato è la presentazione di un libro sull’odissea giudiziaria del gioielliere Petrali, scritto dai due figli che sono un giornalista e un avvocato. Il tema giuridico è quello della legittima difesa e la richiesta di accreditamento ha descritto i contenuti del convegno, attinenti alle nostre linee guida. Per questo, come facciamo ogni settimana per almeno una dozzina di richieste, gli abbiamo assegnato un credito formativo.

Ma il nome dell’associazione non vi ha messo in allerta sull’orientamento ideologico dell’evento?

Mi creda, io prima di qualche giorno fa non conoscevo Fortezza Europa, che tuttavia non è associazione “segnalata” o dichiarata fuorilegge.

Al momento dell’accreditamento, il consiglio ha valutato un evento che verteva sulla presentazione di un libro, con i saluti iniziali del vicesindaco di Verona che è anche parlamentare europeo e la moderazione di un consigliere comunale di una lista civica di maggioranza. Inoltre, il convegno si tiene in una sala di una società partecipata del comune e il comune di Verona stesso, a quanto ho appreso oggi, ha dato il patrocinio. Non esattamente un contesto borderline…

E se avesse saputo prima la posizione ideologica dell’associazione?

Il Consiglio dell’Ordine non ha mai fatto e non fa politica e respingo con fermezza ogni tentativo di strumentalizzazione del nostro ruolo istituzionale, diretto esclusivamente alla salvaguardia e valorizzazione degli aspetti di natura professionale. Le dirò di più: nel momento in cui viene chiesto l’accreditamento di un evento e il Consiglio lo ritiene meritevole di un credito formativo, mi dice come potrei giustificare il no?

Eppure c’è chi ha letto dietro la scelta una presa di posizione politica.

Accreditare significa riconoscere crediti formativi a un evento, non dare credito a un’associazione! Noi abbiamo riconosciuto un credito formativo a un evento, non abbiamo dato il patrocinio a nulla. Il mio consiglio è formato da professionisti seri e preparati e non fiancheggia nè partecipa ad alcuna iniziativa politica o partitica.

Non ritiene che ci fossero ragioni per rifiutare il credito?

Noi avvocati siamo spesso i primi a ricordare la frase di Voltaire, “io non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo”. In questo caso, secondo il nostro regolamento e sulla base della richiesta presentata, abbiamo valutato che ci fossero i requisiti per dare il credito. Per me la vicenda si chiude qui e mi ritengo anche personalmente offeso e ferito dal fatto che alcuni ci abbiano attaccato affermando anche sonore sciocchezze, quando sarebbe stato sufficiente un colpo di telefono per capire.

L’evento si terrà il 30 novembre, nessun cambio di programma e ritiro del credito?

No, ne ho parlato in Consiglio e tutto rimane com’è. La nostra non è una reazione o falso orgoglio: qui si sta discutendo di un “marchio” non dell’evento in sé e, lo ripeto con estrema chiarezza, noi non siamo ne’ strumentalizzati né strumentalizzabili.

 

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