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Gli avvocati al Tavolo dell’antimafia danno proprio fastidio?

Agli stati generali dell'Antimafia a Milano non si è data la parola a chi ogni giorno partecipa alla gestione della giustizia
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È la Sala delle Cariatidi del Palazzo Reale di Milano il luogo dove sono stati chiamati gli Stati Generali per affrontare un lavoro intitolato alla ‘ nuova consapevolezza nella lotta alle Mafie’. Già iniziato l’altro ieri e in corso da ieri mattina alle 9.00, al Tavolo allestito per gli interventi degli illustri relatori si sono succeduti, dopo i saluti ‘ istituzionali’ del Ministro Orlando prima e dei ‘ padroni di casa’ il Sindaco Sala e il Presidente della Regione Maroni poi, il Procuratore Cafiero De Raho appena nominato alla guida della Direzione Nazionale Antimafia e il suo precedessore Franco Roberti intervenuto come coordinatore del Comitato Scientifico degli Stati Generali, ma anche Piero Grasso che ha aperto la giornata di oggi e Nando Dalla Chiesa che ha moderato gli interventi di Associazioni e Movimenti Animafia. Non sono mancati via via tra gli altri gli interventi del Ministro Padoan e del Direttore Generale di Banca d’Italia Rossi, nella giornata di ieri, e non mancheranno tra gli altri l’intervento di Rosy Bindi e del Presidente della Repubblica, oggi, nonché via via quelli del Direttore Generale di Legambiente, del Magistrato Gian Carlo Caselli, del Presidente della Regione Sicilia, dello storico accademico Salvatore Lupo, dei Ministri dell’Interno, delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, dell’Istruzione Università e Ricerca. Una grande assente che balza all’occhio e’ l’Avvocatura: sembra quasi grottesca per quanto è evidente la dimenticanza, se così vogliamo definirla per essere elegante, della convocazione ai Tavoli di esponenti del CNF, che poi è l’organismo di rappresentanza istituzionale dell’Avvocatura italiana. Si è data voce ai giornalisti ed alle Associazioni Antimafia oltre che a quelle delle vittime, ma non si è data una sedia al Tavolo del confronto e della riflessione sulle Mafie a quelli che, gli avvocati appunto, ogni giorno si occupano di partecipare alla gestione della Giustizia con la loro dedizione e professionalità. Si è dimenticato che Milano è la città dell’avv. Giorgio Ambrosoli che, dopo essere stato nominato commissario liquidatore della Banca Privata Italiana e delle attività finanziarie del banchiere siciliano Michele Sindona, veniva assassinato l’ 11 luglio 1979 da un sicario ingaggiato dallo stesso Sindona che per questo nel 1986 fu condannato all’ergastolo. Si è dimenticato che Milano è la città dell’avv penalista Giuliano Pisapia che fu Sindaco della città metropolitana fino al 20 giugno 2016 e il cui padre avv Giandomenico Pisapia, a cui è intitolata la Camera Penale di Milano, fu quello che disse ‘ Nostro compito è far trionfare la giustizia’. Si è dimenticato che quando l’indagato per reati di mafia viene condotto a giudizio e poi assolto perché ‘ il fatto non sussiste’ c’era un avvocato seduto al suo fianco di fronte alla Corte, che ha potuto apprezzare la fondatezza della sua arringa nel rispetto del costituzionale diritto di difesa; si è anche dimenticato che quando le vittime dei reati di Mafia, e così anche le Associazioni, si costituiscono in udienza come parte civile per la tutela dei loro diritti lo fanno attraverso un avvocato, che con loro si espone con la sua faccia e la sua vita. Certo è stata una grande fortuna questa dimenticanza dell’Avvocatura, che se presente ai Tavoli avrebbe potuto ricordare che la Costituzione vale anche quando si tratta di tutelare il principio di innocenza fino alla sentenza. L’assenza dell’Avvocatura ha evitato l’imbarazzo che si potesse ricordare, in un’occasione istituzionale, che è di pochi giorni fa il richiamo fatto all’Italia in ambito penitenziario dal CAT che ha sollevato dubbi, con riguardo alla compatibilità con la Convenzione, di una detenzione in regime di art. 41 bis per vent’anni o del problema del sovraffollamento carcerario che supera il 120%. È da dire che la mancanza degli Avvocati, sia come funzione giudiziaria nel processi contro le Mafie, che come ruolo istituzionale nella ‘ corresponsabilità a costruire un’antimafia’ – sono queste le parole di apertura del Ministro Orlando – potrebbe con tutta onestà sembrare un segnale di esclusione dal Tavolo della Giustizia di un ospite che avrebbe potuto essere un po’ scomodo, forse perché ‘ troppo’ garantista o forse perché l’Antimafia è troppo referenziale per consentire a qualcun altro, anche se Avvocato, di sedere al suo Tavolo e di partecipare alla lotta alla Mafia. Ma del resto non possiamo dimenticare il comunicato che al tempo del processo ‘ Mafia Capitale’ l’Unione delle Camere Penali fece in appoggio all’astensione proclamata alla Camera Penale di Roma contro ‘ il processo a distanza” cogliendo l’occasione per segnalare le inammissibili insofferenze verso il ruolo del difensore nel processi di Mafia e l’incapacità di cogliere il significato più alto delle battaglie dell’avvocatura penale, coltivate nello spirito di indipendenza e nell’esclusiva difesa dei valori costituzionali che sono il patrimonio di ogni società civile.

* AVVOCATA PRESENTE AGLI STATI GENERALI

 

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