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Roberto Spada resta in carcere: “La testata era mafiosa”

Il Gip riconosce il metodo mafioso per l'autore dell'aggressione di Ostia. E i grillini insultano i giornalisti
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Un’aggressione brutale, avvenuta approfittando della presenza di testimoni, di un luogo pubblico, delle riprese di una telecamera, per documentare la propria forza e capacita di intimidazione con espressioni minacciose e molto esplicite. Questo il quadro secondo il Gip che ha emesso l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Roberto Spada, autore dell’aggressione alla troupe della trasmissione Nemo di martedì scorso a Ostia, riconoscendo l’aggravante del metodo mafioso. Con quel gesto, secondo il gip, Spada ha voluto dare forza ed efficacia al proprio potere in un territorio caratterizzato da uno stato di assoggettamento e da garanzia di impunità.

La decisione del Gip di riconoscere quanto previsto all’articolo 7 in tema di aggravante di tipo mafioso, è arrivata a distanza di poche ore dall’interrogatorio di garanzia di Spada che aveva, di fatto, ammesso le sue responsabilita ma sostenendo di aver agito “perché provocato”. “Ammetto tutto, ammetto che ho fatto una sciocchezza – ha detto al gip – ma quel giornalista mi aveva provocato, aveva insistito troppo, troppe domande”.

Nella giornata di ieri, inoltre, a Ostia ha sfilato la manifestazione indetta dalla sindaca Raggi. Ma alcuni militanti di M5s, che circondavano la sindaca durante il corteo, si sono scagliati contro i cronisti che la incalzavano. “Fate schifo – hanno gridati gli attivisti – siete delle mosche, servi del potere”.

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