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A Ostia decidono quelli di CasaPound

Domani Ostia, il X Municipio di Roma - una popolazione di circa 230 mila persone - potrà finalmente scegliere da chi essere amministrato
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Come in Sicilia, la partita si gioca tra Movimento 5 Stelle e centrodestra unito. Ma a fare da ago della bilancia, in caso di ballottaggio, spuntano a sorpresa i fascisti del terzo millennio di Casa-Pound. Dopo più di due anni di commissariamento per infiltrazioni mafiose a Ostia la parola torna ai cittadini. Domani il X Municipio di Roma – una popolazione di circa 230 mila persone – potrà finalmente scegliere da chi essere amministrato. Viste le dimensioni del territorio e i big nazionali dei partiti arrivati sul litorale a chiudere la campagna elettorale, il voto di domenica somiglia a un piccolo test per le forze politiche in campo. Per vari motivi.

Il primo riguarda senz’altro la tenuta del Movimento 5 Stelle. Ieri, in piazza Anco Marzio, a sostenere l’aspirante prima cittadina Giuliana Di Pillo c’erano la candidata governatrice del Lazio, Roberta Lombardi, e la sindaca di Roma Virginia Raggi. Ed è proprio Raggi una delle incognite di questa tornata elettorale in cui i grillini sperano di prendersi “il porto” di Roma. Poco più di un anno fa, a Ostia, l’attuale inquilina del Campidoglio al ballottaggio ottenne un plebiscito: il 76 per cento dei consensi. Molto al di sopra del 67,2 per cento con cui si impose su Gia- chetti in tutto il territorio capitolino. Ora i grillini non giocano da outsider, sono la forza di governo da battere: bisognerà capire adesso quanto gli scivoloni della Giunta romana influiranno sull’elettorato del X Municipio, quanto gli strafalcioni della sindaca condizioneranno il gradimento dei cittadini verso Giuliana Di Pillo, 54enne insegnante di sostegno, alter ego di Raggi sul litorale. E se la campagna elettorale pentastellata rispetta il copione del “low budget”, i 5 Stelle ormai “di governo” non rinunciano però ad accattivarsi la benevolenza degli elettori annunciando l’avvio di opere pubbliche. Solo pochi giorni fa, infatti, la prima cittadina di Roma ha fatto sapere che a breve inizieranno i lavori di restyling del lungomare finanziati dal Campidoglio: circa 250 mila euro per aiuole, pavimentazione e pista ciclabile. «Uno spot elettorale a pochi giorni dal voto», secondo gli avversari di Di Pillo, normale amministrazione per i 5 Stelle.

Non è detto però che gli annunci bastino a blindare la candidata grillina. Perché le quotazioni di Monica Picca, voluta da Giorgia Meloni col sostegno di Forza Italia e Lega, sembrano in costante ascesa. È l’ennesimo indizio di una coalizione in salute che aspira a riprendersi il governo del Paese. E che il centrodestra tenga particolarmente a Ostia è dimostrato dalla presenza in piazza di Salvini e Meloni per il comizio di chiusura. Insegnante di lettere al liceo, 46 anni, Picca si definisce «la signora del fare» che userà il pugno duro col Campidoglio per far valere le ragioni del X Municipio. Potrebbe spuntarla al ballottaggio.

Molto dipenderà anche dall’atteggiamento di CasaPound, a queste latitudini considerata come terza forza in campo. I fascisti del terzo millennio hanno un obiettivo dichiarato: il 10 per cento. Con un risultato simile potrebbero contrattare bene un apparentamento al secondo turno e “decidere” chi incoronare mini sindaco. L’ultradestra presidia da tempo il territorio e si dimostra attenta: distribuzione di pacchi alimentari per famiglie in difficoltà e battaglie contro gli sfratti. Il loro candidato, sponsorizzato dal vicepresidente nazionale dell’organizzazione Simone Di Stefano, si chiama Luca Marsella, ha 32 anni e una condanna in primo grado a due mesi di reclusione per aver minacciato alcuni studenti. Oltre al sostegno della modella Nina Moric, ormai di casa a Ostia, nei giorni scorsi Marsella ha incassato l’endorsement di Roberto Spada, fratello incensurato di Carmine, detto «Romoletto», condannato in primo grado a dieci anni di reclusione per estorsione aggravata dal metodo mafioso. «Il 5 novembre si avvicina… e sento dai cittadini quasi tutti la stessa cantilena ‘ qua sto periodo se vedono tutti sti politici a raccontarci barzellette, mai visti prima, e dopo le votazioni risparirranno a guardarsi i cazzi propri… gli unici sempre presenti sempre esclusivamente Casapound”… e questa la realtà ho molti errano? Cosa hanno fatto le altre forze politiche in questi due anni?…», scrive su Facebook Roberto. Spada, famiglia Sinti del litorale, è un cognome che tutti conoscono e temono nel X Municipio.

Sinistra, infine, non pervenuta. Il Pd, uscito con le ossa rotte dal commissariamento, schiera una vecchia conoscenza della politica: Athos De Luca. A metterci la faccia, ieri in piazza, è arrivato il presidente del partito Matteo Orfini. Ma i dem dovranno faticare per superare CasaPound.

 

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