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Bobo Craxi: «Io e Di Pietro insieme in Mdp: Tonino si è pentito»

Il figlio di Bettino e il suo inquisitore sono sempre più vicini al partito di Bersani e D'Alema
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Ogni volta che la strana coppia si materializza, o fisicamente quando cronisti parlamentari di lungo corso giurano di averli visti parlare di mattina presto in un corridoio di Montecitorio, oppure ogni volta che il “Jekyll” e l’” Hide” del caso Craxi si materializzano nello strano caso di Bobo Craxi e Antonio Di Pietro uniti seppur da non iscritti nello stesso partito, e cioè Mdp, il fantasma di “Bettino” e della sua drammatica morte lontano dall’Italia torna ad aleggiare da Hammamet. Lo strano caso di Bobo e del Pm di “Mani pulite”, grazie al caso ancora più strano della sorte nella quale si è avvitata la politica italiana, dopo “Mani pulite” ( con lo stesso Di Pietro il quale ha ammesso che la politica delle manette ha distrutto i partiti e tre anni fa alla sottoscritta per Lettera43 dette un’intervista in cui a suo modo “riabilitava” Craxi) ha voluto che i due si ritrovino nello stesso partito di D’Alema e Bersani. Secondo alcune cronache, i due quando avrebbero appreso di stare nello stesso partito, l’avrebbero presa male. E, invece, le cose a stare ai commenti dei due interessati non sarebbero esattamente così.

Oddio non è che Bobo abbia dimenticato la tragedia di suo padre e quel niet ancora oggi di Di Pietro a Via Craxi, perché «a un condannato non si dedicano vie». No, tant’è che Craxi junior ha dato a Di Pietro del “pentito”, motivando così la comune adesione di Mdp. E ha spiegato: «Io personalmente e noi di Area socialista non cambiamo una virgola in merito ai giudizi che abbiamo dato su Tangentopoli e su quel che ne è seguito.

Antonio Di Pietro ha invece modificato molte sue opinioni con accenti fortemente autocritici, che a me sono sembrati sinceri. Tecnicamente è un pentito». Disse Di Pietro alla sottoscritta per Lettera. 43. it: «Craxi si assunse le sue responsabilità e denunciò in eguale misura quelle degli altri, aiutando così la nostra inchiesta. Questo Craxi lo sapeva, non era un ingenuo. Denunciò il sistema di Tangentopoli nell’aula della Camera e davanti ai giudici di Milano. Gli altri invece hanno fatto gli ipocriti e hanno continuato a farsi i c…. loro».

Era il giorno in cui esplose “Mafia capitale”. L’ex Pm, dal canto suo, che l’altro ieri era a Montecitorio, al suo amico Nello Formisano, ex dell’Italia dei Valori e ora deputato di Mdp, quanto ai rapporti tra lui e Craxi junior e alle accuse che gli vengono da dentro il Pd di mirare a chissà quali altri incarichi, l’avrebbe messa così: «Ma io sono un uomo sereno.

Più che stare dentro Mdp dove c’è anche Bobo Craxi che devo fare?».

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