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Impastato contro Fava: «Non usare la memoria di Peppino…»

Il fratello del giornalista ucciso dalla mafia contro il candidato siciliano: «Non può utilizzare in modo strumentale il nome "i cento passi" e la memoria di mio fratello»
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«È una strumentalizzazione, una trovata pubblicitaria. Non c’è mai stato alcun accordo tra me e Fava per l’utilizzo di questo nome per una lista elettorale». È polemica tra Giovanni Impastato, fratello di Peppino, e Claudio Fava, vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia e candidato alla presidenza della Regione Sicilia con la lista ‘ Cento passi per la Sicilia’. Un riferimento troppo diretto alla storia di Peppino Impastato, l’attivista ucciso dalla mafia nel 1978, tanto diretto, secondo il fratello, da rendere necessario almeno il parere di chi, in suo nome, ha portato avanti la battaglia contro la criminalità organizzata. Fava, dal canto suo, replica piccato: «È una scelta che abbiamo condiviso con Giovanni Impastato ben prima di presentare questo simbolo. Questa immagine parla di Peppino Impastato come di Giuseppe Fava e di tutti gli altri caduti, tanti, per restituire dignità a questa terra. Stiamo parlando di un simbolo straordinario, non di un film». Un film che lo stesso Fava, assieme a Monica Zappelli e Marco Tullia Giordana, ha sceneggiato, ispirandosi al titolo di un capitolo di un libro che il deputato scrisse 25 anni fa, raccontando i delitti impuniti di mafia. «Che qualcuno si offende perché Fava usa una frase di Fava e nessuno protesta se Musumeci usa una frase di Paolo Borsellino, è una cosa piuttosto curiosa», conclude. Ma Impastato non ci sta: «Con noi – racconta al Dubbio – non ha mai parlato».

Signor Impastato, perché questo scontro sul nome della lista?

Perché è un’operazione elettorale alla ricerca di consensi, è strumentale e utilizza come un marchio pubblicitario la figura e l’immagine di Peppino e l’impegno di chi ha continuato ad operare con le sue idee e il suo coraggio. È chiaro il riferimento a mio fratello, alla nostra storia e alle lotte che in suo nome abbiamo portato avanti, spesso in solitudine, per salvarne la memoria e ottenere giustizia. Coloro che hanno avuto un ruolo importante in questo percorso non sono stati neppure informati. Noi non siamo contro nessuno, ma Fava ha utilizzato queste parole come un prodotto qualsiasi.

L’onorevole Fava sostiene però che tra di voi c’era una accordo pregresso.

Niente affatto! Non eravamo informati, anche se Fava, in maniera vergognosa, dice di averlo concordato con noi. Se dice che ci siamo incontrati per parlarne deve dire anche dove e quando. Sono 10 anni che non lo vedo e non lo sento, ormai non viene più nemmeno agli anniversari della morte di Peppino il 9 maggio. Per questo dico che si tratta di un’azione strumentale. ‘ I cento passi’ non è solo un titolo di un film di successo, dietro ci sono delle lotte, un percorso profondo e bisogna avere rispetto. Confrontarsi sarebbe stato più educato e invece non solo non c’è stato questo, ma ci aggiunge pure delle falsità. Tanto che nemmeno chi ha collaborato alla creazione della lista ne sapeva nulla e l’ha scoperto all’ultimo minuto.

Dunque se gliene avesse parlato sarebbe stato d’accordo?

No, non dico questo. Non sarei stato comunque d’accordo ma sicuramente sarebbe stato diverso. Così è sbagliato e la cosa ci indigna. Una reazione da parte nostra per difendere la memoria di Peppino era doverosa. Fava, oltre tutto, è scomparso dalla Sicilia, non sa più nulla della Sicilia, forse non sa nemmeno che esiste ‘ Casa memoria’ ( l’associazione in memoria di Impastato, ndr). Lui pensa di essere il proprietario di ‘ Cento passi’, ma non è così.

Però ‘ Cento passi’ è il titolo di un film che porta anche la sua firma, così come il titolo di un capitolo del suo libro.

Ha scritto con altre due persone la sceneggiatura e poi è nato il film ma questo non significa che si possa permettere di fare quello che vuole. Non è solo un film, ma una grande storia che noi abbiamo portato avanti con sacrificio e impegno. Abbiamo saputo che aveva scelto questo nome giorni fa, abbiamo aspettato che si facesse vivo per parlare con noi e invece niente.

Però Fava è figlio di una vittima di mafia, è anche vicepresidente della Commissione parlamentare antimafia. Questo non basta ad accomunarvi nella lotta, anche dal punto di vista politico?

Si sa che sono vicino alla sinistra ma se dietro non c’è un percorso, un impegno, una battaglia dal basso contro la mafia è inutile. È inutile arrivare da lontano, dal Parlamento, dalla Commissione o dovunque sia e scendere giù per fare una lista senza nemmeno avvisare i suoi collaboratori. Se l’avesse detto non avremmo reagito così. Lui è vicepresidente della Commissione antimafia, è stato quello che è stato, ma deve tenere conto delle persone che si sono impegnate in una battaglia sul territorio. Non aveva nemmeno più la residenza siciliana, tanto che nel 2012 ha dovuto ritirare la candidatura perché si era dimenticato di cambiarla in tempo. Lo hanno depennato dalla lista. E ora fa così. È stato scandalosamente falso e bugiardo. E che non abbiamo concordato nulla lo possono dire anche quelli che hanno lavorato con lui.

 

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