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Stumpo: «Noi vogliamo una coalizione, ma con Berlusconi mai»

«La manovra di bilancio ha un valore per il Paese, noi stiamo chiedendo da tempo in quale luogo la maggioranza stia discutendo, ma non ci è dato saperlo»
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«A uspico che lo stop messo da qualcuno nel rapporto con Giuliano Pisapia venga superato. Con il Pd si può discutere ma se c’è discontinuità con le politiche di Renzi. Sulla legge di Stabilità il Pd finora non ci ha coinvolti, ma se la manovra se la fa da solo, poi se la vota da solo». Parla Nico Stumpo esponente di punta del Movimento democratici e progressisti, Articolo 1.

Onorevole Stumpo, vi siete schierati contro il Pd sui vitalizi come Forza Italia e indiscrezioni parlano di un incontro tra Pier Luigi Bersani e Gianni Letta per discutere del premio alla coalizione. Meglio Berlusconi di Renzi?

No, assolutamente no, non si tratta di preferire nessuno a nessun altro. Soltanto chi ha la memoria corta o prova a fare il furbo dice che Bersani ha fatto il governo con Berlusconi. Bersani si dimise proprio per non fare le larghe intese e rispetto a Renzi non abbiamo mai posto un tema personale ma di linea politica. Berlusconi è stato e continua ad essere il leader del centrodestra, quindi naturalmente noi non abbiamo nessun interesse a una collaborazione politica; di Renzi pensiamo che in questi anni abbia completamente sbagliato la linea politica ed economica. Noi invece vogliamo che ci siano politiche di centrosinistra: dal lavoro al welfare, alla scuola, a tutte le cose sulle quali Renzi ha sbagliato. Ma siamo altrettanto sicuri che se ci fosse la destra saremmo ovviamente all’opposizione.

Ma sul premio di coalizione e comunque sulle regole elettorali potreste trovare un accordo con Berlusconi?

Io penso che le regole vadano scritte tenendo conto della più larga maggioranza che si possa tenere insieme. Ma non bisogna fare i furbi, altrimenti accade quello che è già successo: che si fa finta di voler fare un accordo nel modo più largo e poi si mette la fiducia e quella legge ( l’Ita-licum, ndr) è stata talmente forzata che è stata dichiarata anticostituzionale; oppure che che i grandi partiti trovino un’intesa e poi, come è successo l’ultima volta, viene meno perché sono d’accordo solo con le proprie convenienze.

Ma il premio di coalizione lo volete o no?

Abbiamo già presentato una proposta che porta il nome del presidente della Repubblica, colui che fece quella riforma nel ’ 94. Non si tratta di premio di coalizione ma di costruire una coalizione capace di presentare un programma di governo. Per quanto riguarda tutte le altre possibilità, i giochini e giochetti che abbiamo visto non ci trovano d’accordo.

A cosa si riferisce?

A ipotesi di liste che stanno insieme ma non sono una coalizione e il candidato premier è colui che appartiene alla lista con più voti.

Un solo avviso: siccome, a meno di impazzimenti, si voterà a inizio primavera dell’anno prossimo, che a nessuno venga in mente che la legge elettorale si possa fare a dicembre senza consentire agli italiani e anche a soggetti politici non strutturati di sapere con quali regole si va a votare.

Sta dicendo: niente colpi di mano sulla legge elettorale, sennò Mdp potrebbe bocciare la manovra di Bilancio?

La manovra di Bilancio ha un valore per il Paese, noi stiamo chiedendo da tempo dove, in quale luogo la maggioranza ( di cui noi facciamo parte, ieri sera a mezzanotte sono tornato di corsa da un’iniziativa per votare la fiducia al governo) sta discutendo la legge di Stabilità. Non ci è dato saperlo. Se non c’è chiarezza su come si vuole pensare di dare l’indirizzo allo sviluppo economico del Paese, noi ci regoleremo di conseguenza.

Potreste anche votare contro?

Non si tratta di votare contro. La legge di Stabilità se la scrive da solo il Pd, se la vota da solo il Pd. Noi, invece, vogliamo partecipare con le nostre idee su fisco, politiche sociali, lavoro, sanità. Vogliamo aprire una grande discussione sull’articolo 81 perché gli investimenti per lo sviluppo stiano fuori dal patto di Stabilità.

Con Giuliano Pisapia è tutto finito, dopo l’abbraccio con Maria Elena Boschi?

Che un progetto importante come quello che abbiamo messo in campo il primo luglio possa finire per un abbraccio e perché Pisapia ha detto: alla festa dell’Unità mi sento a casa mia, cosa che avrebbe detto ognuno di noi, non è pensabile. Io non l’ho mai vissuto come un attacco a nessuno, tra l’altro Pisapia non è mai stato iscritto né ai Ds né al Pd e ha continuato a dire quello che ha sempre detto, vedendo in quelle dell’Unità feste di popolo. Il vero problema però è che lì si sentiva un pochino solo. Bastava legge i giornali, alla festa dell’Unità a Milano si lamentavano i commercianti ai quali avevano assicurato presenze e invece non c’era nessuno. Auspico che lo stop sbagliato, forzato che qualcuno ha voluto dare a questo processo, che io ritengo inarrestabile, per mettere insieme quello che si muove a sinistra e costruire un nuovo Ulivo, possa essere superato.

Quando dice “qualcuno” allude alla cerchia attorno di Pisapia, a Gad Lerner e altri?

No, lasciamo stare i suffissi che spesso fanno dei danni e cioè quelli che fanno i pisapiani o dalemiani o i bersaniani. Penso che chi ha la leadership di questa nostra avventura, una leadership plurale, debba fare una proposta e dare una carta di valori e programmatica.

Intanto, Arturo Scotto ha definito la sottosegretaria Boschi “un avversario”.

Ci sono problemi legati alle politiche, non alle persone. Per costruire il centrosinistra bisogna parlare con tutti i soggetti e il Pd, a meno che qualcuno pensi che sia un partito di destra, fa parte della discussione. Ma è del tutto evidente che questa non ci potrà essere se non c’è discontinuità rispetto alle politiche di questi anni. Non ci starò mai a dire: meno tasse per tutti. Perché questo significa meno tasse per i più ricchi e meno welfare per i meno agiati.

Si parla di pregiudiziali del cerchio pisapiano nei confronti di D’Alema.

Penso che nessuno possa mettere veti e la politica sia fatta di persone che hanno l’intelligenza di sapere quando e dove bisogna trovare punti di equilibrio. Un mio vecchio amico diceva che la politica è capire prima cosa succede e quelli che parlano senza sapere cosa fanno non fanno politica.

Intanto, Enrico Rossi, tra i fondatori di Mdp, e Bobo Craxi annunciano la creazione di una comune associazione che fa riferimento al socialismo. Cade il tabù su una storia che ha segnato tante guerre a sinistra?

Area socialista di Bobo Craxi è da tempo nell’orbita del centrosinistra, è stato sottosegretario agli Esteri con D’Alema ministro. Fui proprio io a candidare Bobo in Lombardia quando c’erano i Ds. Per me non è una novità, penso che dentro il soggetto che stiamo costruendo l’esperienza socialista sia importante, fondamentale.

 

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