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Calderoli: «Bossi è il padre, ma è Salvini che comanda la Lega»

«La Lega vuole un sistema elettorale maggioritario, ma il fatto che l'iter legislativo sia stato incardinato alla Camera dimostra che non si vuol fare nessuna legge»
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«Bossi è il padre fondatore e garante dell’unità della Lega, bisogna che si comporti di conseguenza». Il senatore leghista Roberto Calderoli parla del movimento che ha rieletto Matteo Salvini segretario, e sulla legge elettorale non ha dubbi: «Noi vogliamo un sistema maggioritario, ma il metodo utilizzato dimostra che non si approverà nessuna legge».

Senatore, in Commissione affari costituzionali si è creato quasi un asse Pd- Lega, come lo spiega?

Con il fatto che la proposta del Pd aveva un impianto maggioritario. Peccato che al voto ci vada poi un testo del tutto diverso. Converrà con me che è una cosa curiosa, visto che Mazziotti dovrebbe essere il relatore di maggioranza. Il problema, però, è di quale maggioranza: il Pd, infatti, ha già anticipato che boccerà la bozza Mazziotti.

E la Lega che cosa propone? E’ ancora disposta a votare tutto, privilegiando la velocità di approvazione?

Noi abbiamo detto chiaro e tondo che auspichiamo un sistema maggioritario: ci si presenta, poi chi vince governa cinque anni. Visto che questo non si riusciva a fare, abbiamo fatto un’apertura accettando di votare qualsiasi legge elettorale, pur di andare al voto. Purtroppo, però, qui ci stiamo prendendo il giro: la velocità non esiste e, con il metodo che si sta usando, sembra quasi che si punti ad una surreale prorogatio di legislatura.

Lei crede che sia tutto un bluff e che non si voglia approvare nulla?

L’errore alla base è stato quello di assegnare l’iter alla Camera. Così è scontato dedurre che una legge non si voglia fare.

Per quale ragione?

Perché la Camera ha una maggioranza diversa rispetto a quella del Senato in termini di composizione. Quindi, qualsiasi testo esca dalla Camera non passerà mai senza modifiche al Senato. Se invece la legge fosse stata approvata da Palazzo Madama, poi si sarebbe potuta confermare così come era alla Camera e ora saremmo già alla seconda lettura. E’ il metodo a dimostrare che non si vuole fare nulla.

La Lega sostiene un metodo proporzionale, Forza Italia, invece, propone un sistema proporzionale. Fallito qual- siasi tentativo di riavvicinamento?

La bozza Brunetta, presentata da Forza Italia, prevede un sistema proporzionale con premio di maggioranza e senza preferenze. Sa come si chiama questo? Porcellum. Ecco, siamo tornati indietro.

Esclusa qualsiasi alleanza, quindi?

Matteo Salvini è stato molto chiaro: è Berlusconi che sembra non voler fare alleanze. Il perché è semplice: noi proponiamo un sistema maggioritario e, sia che preveda un premio alla coalizione che i collegi uninominali, le coalizioni giocoforza devono essere fatte. Forza Italia, invece, propone il proporzionale e il fatto che abbia votato il testo Mazziotti è sembrato un tentativo di accordo con il Pd.

Il Pd, però, non ha votato il testo del relatore…

Il Pd, infatti, ha dimostrato di non essere ancora certo su un Nazareno bis, perché si è sfilato. La sensazione di fondo, però, è che chi vota il testo Mazziotti lo faccia per poi potersi sedere al tavolo, dopo il voto, e vedere di ottenere qualche incarico di governo.

Al netto della legge elettorale, la Lega Nord ha appena riconfermato con l’ 82% di preferenze il suo leader, Matteo Salvini. Lei come ha vissuto gli attacchi di Umberto Bossi al neosegretario?

Umberto Bossi è e rimarrà il padre fondatore e presidente della Lega Nord e come tale è anche il garante dell’unità del movimento. Bisogna però che i comportamenti siano conseguenti: io credo che sia giusto e legittimo schierarsi in una competizione elettorale come ha fatto Bossi, anche se magari si sarebbero potuti evitare toni risultati anche un po’ offensivi. Detto questo, una volta che il popolo della Lega si è espresso la partita è finita. E ora la regola dovrebbe essere basta attacchi, tutti intorno al segretario.

Lei si riconosce in questa Lega così spiccatamente lepensita?

A dire il vero, il termine “lepenista” lo avete coniato voi giornalisti: non esiste in Francia e lo abbiamo creato noi in Italia. Il cosiddetto lepenismo è solo una etichetta. Noi diciamo che, se alcuni temi esiste una convergenza della Lega con il Front National, allora facciamo ben volentieri una battaglia insieme.

E in che cosa la Lega si discosta dal Front National?

Tanto per cominciare, il Front National ha una visione di tipo nazionalistico e centralistico, la Lega, invece, di tipo autonomistico. E’ vero che entrambi sosteniamo la sovranità delle nazioni, ma non siamo la stessa cosa. Detto questo, in sono convinto che se noi portiamo avanti alcuni temi e alcuni di questi li abbiamo in comune con la Le Pen, allora quelli li combattiamo insieme.

La novità della nuova Lega di Salvini è che, oltre che alla Francia, guarda anche al sud Italia?

Lega Nord già da tempo è strutturata anche sotto il Po e arriva anche all’Umbria e alle Marche. E’ chiaro però che determinate istanze della Lega, che qualche anno fa sarebbero state inaccettabili al centrosud, oggi sono molto più condivise. Sono convinto che moltissimi temi del nostro movimento oggi siano interesse anche del meridione e allora, proprio come facciamo con la Le Pen, possiamo condividere la battaglia. In questo senso stiamo cercando di far conoscere il nostro programma e le nostre posizioni, anche perché alle elezioni votano 60 e non 20 milioni di italiani.

 

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