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Matteo Renzi lancia la sfida: “Questa comunità non si rompe”

"L'Italia deve avere nel futuro il suo giorno migliore". Poi la foto con il premier Paolo Gentiloni
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“Il vero elemento chiave del Lingotto non è un elenco seppur bello di relazioni, ma il fatto che qui c’è un popolo, non un insieme di dirigenti. Un popolo che ci crede, che ha dei valori e che non si lascia distruggere dalle polemiche”. Inizia così, l’intervento conclusivo del Lingotto da parte del candidato segretario Matteo Renzi.

LEGGE ELETTORALE

“Dopo il 4 dicembre il disegno di innovazione si è indebolito, ma la forza delle nostre idee deve passare da un confronto con cittadini e forze politiche. Vincerà chi avrà le proposte più credibili, e questa è la nostra sfida”.

CONGRESSO

“Rinnovo un abbraccio e un augurio di buon lavoro a Orlando ed Emiliano. Poi ci confronteremo in modo serio e chiaro: il nostro lavoro deve partire da uno sguardo alto e altro sul mondo. Non siamo solo gestori del quotidiano, ma cittadini del mondo e per questo il primo pensiero che parte dal Lingotto è per Mosul e i luoghi in cui si combatte per i diritti”.

PROPOSTA EUROPEA

“La burocrazia lasciata a sè stessa è peggio del populismo. Ora il Partito Socialista Europeo ha ipotizzato che ora i candidati li sceglierà con primarie nazionali e internazionali, e il Pd si farà portatore di questa proposta agli altri partiti: se lasciamo l’approccio burocratico porteremo l’Europa più vicina ai cittadini.

FIAT

“Dicono che quando vengo a Torino pensi solo alla Fiat. Non era scontato 10 anni fa che la Fiat avesse un futuro, e il fatto che oggi la Fiat investa in fabbriche italiane non significa aderire a un modello scorretto. Io difendo chi crea lavoro, poi pongo il tema che l’Europa debba avere un sistema fiscale unico, perchè altrimenti c’è concorrenza sleale. Se ci sono le stesse regole per il deficit devono esserci anche a livello fiscale”.

PRIMA LE ALLEANZE COI CITTADINI

Un certo Amarcord per la sinistra del passato è comprensibile, ma cozza con la realtà. Sento parlare di Ulivo da persone che lo hanno segato dall’interno e da chi ha contribuito a far concludere anticipatamente l’esperienza di Romano Prodi. Questo non significa che non ci si debba porre come stare in uno schieramento politico, ma è un tema che affrontiamo quotidianamente pensando sia alla legge elettorale ma soprattutto all’alleanza unica che si deve fare: quella con i cittadini. Non si possono replicare modelli del passato se non si è chiari su ciò che si deve fare”.

LEGALITA’

La legalità è un valore di tutti. Quando un sindaco si schiera dalla parte di chi vuole sfasciare la città per non far parlare qualcuno. Non si sfascia Napoli per un principio ideologico assurdo. Noi stiamo dalla parte della democrazia e del diritto di parlare, anche se chi vuole parlare si chiama Matteo Salvini. In un paese democratico devono parlare tutti e tanto più Salvini, perchè lo vogliamo sconfiggere ma non non far parlare.

GIUSTIZIA

“Si parla di giustizia sociale, del diritto a poter giocare la propria vita in modo diverso. La giustizia non si può confondere con il giustizialismo, noi riconosciamo sopra a tutto la Cassazione che dice che un cittadino è innocente fino a che la sentenza non è passata in giudicato. Le sentenze le emettono i giudici, i processi si celebrano in tribunale”. Per questo mando un grande abbraccio di sostegno a Virginia Raggi perchè il garantismo vale per tutti e non a giorni alterni”.

SCIENZA

Non si fa battaglia politica sui vaccini. Grazie alla regione Emilia e Toscana e alle altre regioni che lavorano dalla parte della scienza, sulla medicina.

PARTITO DEMOCRATICO

E’ un partito che ha bisogno di più leader, perchè l’idea di essere un partito privo di leadership ci richiama a un modello culturale sbagliato. Noi abbiamo bisogno che chi ha idee le tiri fuori, voglio provocare il gruppo dei quarantenni: tirate fuori il vostro orgoglio e la vostra grinta, che aspettate a proporre? C’è poi anche una generazione nuova, mettiamoli alla prova. Saranno quelli che ci rottamano? E va bene.

Noi siamo quelli che quando abbiamo perso siamo rimasti, non ci siamo scissi. Abbiamo cercato soluzioni difficili a problemi difficili.

La politica è un esercizio collettivo, ma se non ci sono persone che si mettono in gioco l’Italia resta ferma e nella palude. L’Italia deve avere nel futuro il suo giorno migliore, ma sarà così se ci impegnamo in prima persona.

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